Al Carcano di Milano Honour, di J. Murray–Smith: triangolo tagliente, equilibrato e… beffardo

Joanna Murray-Smith è una drammaturga australiana contemporanea, (classe 1962). Le sue commedie, tra le quail ricordiamo Honour, Rapture, Bombshells, Nightfall, Redemption, Love Child and Flame, sono state rappresentate in tutto il mondo. Honour, lo spettacolo in scena al Carcano di Milano fino al 14 ottobre, vincitore del premio Victorian Premier’s Literary Award for Drama nel 1996, è stato presentato a Broadway e al National Theatre di Londra.

La trama sembrerebbe scontata: lei, Honour, la bravissima e misurata Paola Pitagora, la moglie, un tempo scrittrice esordiente di successo che ha rinunciato ad esprimersi per diventare il centro della vita di lui; lui, il marito, George, in scena Roberto Alpi, scrittore di successo e giornalista influente e famoso; Sophie, figlia della coppia, studentessa universitaria, cresciuta nel calore della coppia unita da amore e valori apparentemente granitici; e poi Claudia, giovane e bella intervistatrice, molto determinata, con fame di successo. Entra in scena con energia, indossando una camicetta rosso fuoco che stride con i colori sobri degli abiti degli altri protagonisti. Tutto in lei è forza, energia, movimento, e tutto si canalizza nella strategia di seduzione che coglie il nucleo famigliare impreparato.

Un nucleo che viveva di equilibrio, rispetto, attenzioni, ricordi. Per scelta, per convenienza, per rinuncia? Chi può dirlo, ma certo Claudia arriva a far si che ciascun membro del terzetto famigliare si interroghi e cerchi risposte. L’attempato George, ringalluzzito, in quattro giorni si scrolla la vita passata, ben 32 anni di matrimonio, e si trasferisce a casa di Claudia sognando un mondo a due; la figlia risponde con rabbia e sgomento, conscia della perdita di un mondo rassicurante; Honour, invece, approfitta del doloroso e fulmineo abbandono per ricomporre i tasselli della sua vita in frantumi. E si spinge oltre, cercando di capire la rivale, il vuoto che la giovane ha dentro, la perdita con cui è cresciuta e che la porta a considerare l’amore in altro modo da lei; non dare ma prendere, non amare, ma essere amata, adorata, non un sentimento profondo, accompagnato da consapevolezza, ma passione subitanea che può distruggere. E a differenza degli altri protagonisti, che cercano risposte fuori di loro, Honour capisce che deve ricominciare da sé stessa. E si riprende la sua vita, cominciando col riappropriarsi della scrittura.

Cosi qualche tempo dopo, rincontrando un George appassito, sedotto e abbandonato dalla insaziabile Claudia, è Honour che si staglia vincente, lei, quella donna poco prima abbandonata, ferita, fragile, sottomessa, indulgente, remissiva. E quando lui, invecchiato e patetico le dice “sai, sogno di noi ai vecchi tempi e solo nel sogno mi sento completo” lei con l’equilibrio che l’ha da sempre contraddistinta, girando i tacchi risponde “è troppo, è troppo!”.

Da romana quale sono, avrei trovato forse più naturale un “Vaffa..”; ma ne convengo, sarebbe stata una caduta di stile per una pièce come questa, che è tagliente ma resta sempre equilibrata.

 

Raffaella Roversi
5 Ottobre 2012

INFO:
Teatro Carcano di Milano – corso di Porta Romana, 63 – www.teatrocarcano.com
da mercoledì 3 a domenica 14 ottobre 2012
Honour – di Joanna Murray-Smith –
Traduzione Masolino D’Amico
con Paola Pitagora, Roberto Alpi,
Viola Graziosi ed Evita Ciri
Costumi Mariolina Bono – Musiche Antonio Di Pofi – Luci Marco Alfieri
Regia Franco Però
Produzione Fama Fantasma
Durata 1 ora e 30 minuti
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per scuole e gruppi organizzati 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it

 

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