Sarabanda: metafora visiva e sonora sull’alterità, di Salvatore Veca

Martedì 25 settembre 2012, nella sala 3 del Teatro Franco Parenti, è stato presentato Sarabanda, lo spettacolo che aprirà e chiuderà la quarantesima stagione di questo storico Teatro milanese. Presenti in sala: l’Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, che ha testimoniato l’attenzione dell’attuale giunta alla realtà dell’integrazione; Salvatore Veca filosofo e scrittore, nonché autore del testo Sarabanda; Laura Pasetti, la giovane regista che con coraggio ha rimodellato il testo,creando una metafora basata su immagini e suoni; Renato Sorti, direttore del Teatro della Cooperativa, che ha collaborato con il suo teatro al progetto e che porta nei sui geni il destino della sua terra natale, Trieste, terra conquistata, divisa, indipendente; Lorenzo Vitalone che ha prestato la sua preziosa collaborazione artistica; molti dei giovani artisti stranieri (’Africa, Asia, centro America) ed italiani che porteranno sul palco Sarabanda.

È uno spettacolo particolare, frutto di un laboratorio teatrale, dove le storie personali degli attori si confondono con quelle dei protagonisti che a loro volta narrano di altre storie, diverse ma con una stessa matrice: la fuga attraverso il mare, quel Mare Nostrum diventato un cimitero a cielo aperto per barche e barconi di profughi, partiti alla ricerca della libertà, di un sogno che arriva sbiadito dall’acqua marina, dalla luce del sole, dalle privazioni, umiliazioni e dolori.

Ecco quindi immagini, suoni, ricordi tra l’onirico e il granitico. Una voce narrante, quella di un vecchio sciamano “che ha vissuto, in tempi diversi, più di una vita in molti luoghi del  mondo”, fa da cornice all’arabesco di storie , di danze, di canti, di musica che prendono vita sul palco. Perché “in principio era la voce. E poi emerse a tratti (…) la scrittura”.
E la voce accompagna le storie individuali che si dilatano per raccontare quelle universali. Le accompagna anche nei loro interrogativi, nelle loro aspettative; e accompagna anche il pubblico che si chiede cosa l’occidente abbia ancora da offrire e in che modo possa farlo.

 

Raffaella Roversi
26 settembre 2012

Da vedere:
dal 26 al 30 Settembre al Teatro della Cooperativa, via Hermada, 8 Milano
dal dal 3 al 7 ottobre al Teatro Franco Parenti , via Pier lombardo, 14 Milano
Teatro della Coperativa, www.teatrodellacooperativa.it
Teatro Franco Parenti www.teatrofrancoparenti.it

 

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