L’atrocità delle trincee: “Fogli d’immenso silenzio” al Teatro Orione di Roma

L’atrocità delle trincee: “Fogli d’immenso silenzio” al Teatro Orione di Roma

Emozioni forti ieri sera al Teatro Orione di Roma, in scena la pièce teatrale “Fogli d’Immenso Silenzio” scritta e diretta da Antonio Nobili.

Il regista ci porta, con intelligenza sequenziale, dentro il dramma della prima guerra mondiale come fosse uno scritto. Ci fa comprendere appieno quel momento storico più infame di tutti i tempi iniziando sommessamente proprio come fosse un racconto. Ed inizia proprio come un racconto la storia del sensibile Mario (Daniel De Rossi), ormai anziano sacerdote, che viene intervistato da una giornalista alla quale mostra il suo taccuino, il bastone della sua memoria. Le parole ci portano subito in trincea e ci fanno conoscere i personaggi che hanno accompagnato Mario nella sua avventura più tragica.

Personaggi di estrazione sociale tutti diversi tra loro. Umberto, il comandante, Giuseppe, professore e poeta, Antonio, analfabeta ma impressionato ed attratto dalla bellezza della poesia, Mario il cappellano. Ognuno ha la sua storia personale che condivide e vive in mutualità con gli altri. La compassione e la simpatia, nel loro significato greco, uniscono le loro anime: la paura che attanaglia gli animi, il luogo oramai distrutto dagli scontri che desertifica il terreno ed il cuore, il buio che spegne la luce ed accende gli animi dei soldati con ciò che hanno lasciato indietro e che non sanno se ritroveranno.

Giuseppe Ungaretti, interpretato da un convincente Alessio Chiodini, tesse la trama della rappresentazione con il filo sottile della poesia che incanta i suoi commilitoni, con la sua fierezza di italiano nel combattere e con la consapevolezza dell’inutilità del martirio.

Il campo di battaglia mostra vivamente che le motivazioni di questa insulsa guerra non hanno ragione di esistere. Al di là della trincea il nemico è uguale a loro, “ha la faccia di tutto ciò che abbiamo perso” recita il soldato. Vive come lui ad aspettare il prossimo assalto in un silenzio di morte che si porta dietro i suoni e gli odori della paura, “il suono dei denti stridenti” ed il suo carico di morte.

La morte e l’annientamento delle classi, quella del ’98 e quella del ’99, spazzate via dall’insolenza umana, generazioni perdute dalle menti perverse che con la guerra “impastano col fango cose e uomini”.

La speranza, più o meno sottaciuta, è di fuggire via, di tornare a casa ma non prima di aver compiuto il proprio dovere di italiano. Pochi torneranno ma quei pochi avranno il desiderio di rifiorire a nuova vita come Salvatore con la sua Nadia, lasciato in trincea da Umberto che invece perirà in battaglia e come Giuseppe che riporta alla sua Matilde cinquecentosettantaquattro lettere mai spedite.

La rappresentazione scivola tutta d’un fiato e, come un libro, fa volare lo spettatore in un tempo passato e ci si scopre a provare, man mano che si va avanti, tutte le sfumature dell’amore, tutte le forme del dolore, della paura, dell’angoscia e della disperazione.

Emozioni che chi recita sente nell’intimo e riesce a trasmetterle al pubblico con il pieno coinvolgimento di tutta la platea, commossa fino alle lacrime.

Il cast, giovanissimo ed eccezionale come i già citati Alessio Chiodini e Daniel De Rossi, è composto da Antonio Tocco, voce straordinaria e compositore delle canzoni e musiche originali assieme a Davide Tamburrino, l’antipatico tenente Stefano Di Giulio, Marco D’Angelo, Alberto Albertino e Matteo Maria Dragoni tra gli uomini e le piacevolmente sorprendenti ragazze Alessia Sala, Silvia Del Prete, Vanessa Innocenti ed Elisa Lombardi.

La Direzione musicale e gli arrangiamenti sono di Emiliano Begni. Le musiche dal vivo sono magistralmente interpretate da Stefano Ciuffi alla chitarra, Stefano Napoli al contrabbasso, Angelo Maria Santissi al violoncello ed Emiliano Begni al pianoforte.

Per il suo valore peculiare, lo spettacolo rientra nel programma ufficiale del Governo per il Centenario della Prima Guerra Mondiale curato dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale ed è sostenuto e promosso dalla Casa Editrice Mondadori e dagli eredi del Poeta. Beneficia inoltre del Patrocinio Morale dell’Associazione Nazionale del Fante, Associazione del Nastro Azzurro e l’Associazione del Nastro Verde.

FOGLI D’IMMENSO SILENZIO – TEATRO ORIONE DI ROMA

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