Ambra Jovinelli, in scena la commedia “Due partite” di Cristina Comencini

Ambra Jovinelli, in scena la commedia “Due partite” di Cristina Comencini

A distanza di dieci anni dal primo fortunato allestimento torna sul palcoscenico dell’Ambra Jovinelli uno dei testi più belli ed emozionanti di Cristina Comencini, osannato da pubblico e critica sia al cinema che a teatro. Per la regia di Paola Rota, Due partite sarà in scena dal 12 al 29 novembre e vedrà protagoniste Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Giulia Bevilacqua. “Due partite” è una commedia interamente al femminile che, attraverso una delicata e curata costruzione drammaturgica volta ad alternare comicità e commozione, mette a confronto due generazioni di donne a distanza di quarant’anni.

Siamo negli anni Sessanta. Da qualche anno quattro donne, madri e mogli, si riuniscono ogni giovedì in una casa per fare una partita a carte, chiacchierare, trascorrere il pomeriggio insieme. Tutte portano con sé le loro bambine che intanto giocano nella stanza accanto. Durante tutto il primo atto emergono storie e dettagli di esistenze parallele, che si intrecciano con toni sentimentali e comici, sullo sfondo delle tematiche esistenziali e sociali degli anni ’60. La prima parte dello spettacolo, dominata dal tema della maternità, si conclude con la nascita di una nuova creatura. Nel secondo atto, a distanza di 45 anni, quattro donne vestite di scuro arrivano alla spicciolata in un’altra casa, per partecipare ad un funerale. Capiamo che sono quelle bambine che nel primo atto giocavano nella stanza accanto. A poco a poco le colleghiamo una dopo l’altra alle madri. Qualche volta per rassomiglianza, qualche volta per assoluto contrasto. A differenza di loro lavorano tutte, sono più consapevoli, ma anche tanto stanche. Quasi due epoche allo specchio, due modi diversi di essere donne, alla ricerca di differenze e similitudini, nel tentativo di definire, oggi come ieri, la stessa identità femminile. Qualcosa che continua a sfuggire, così indefinibile da essere perennemente a rischio; una sorta di cosmica energia, di tenace follia, che non intende farsi disarmare, e che risorge sempre, inarrestabile, per assicurare nuova linfa vitale. Motivi ricorrenti sono il rapporto tra maternità e lavoro e il confronto tra madri e figlie. Le due partite sembrano concludersi in pareggio. Particolare il ruolo degli uomini che cambia radicalmente tra i due atti. Nel primo sono al centro delle rivendicazioni femminili: assenti perché troppo impegnati nel lavoro, sono comunque detentori di un rapporto di forza. Nel secondo atto il ruolo si inverte e gli uomini sono deboli, insicuri e pieni di paure.

In una nota di regia Paola Rota scrive: «Quattro donne, molto amiche tra loro, giocano a carte e parlano in un salotto. Si ritrovano lì ogni settimana. Nella stanza accanto le loro figlie giocano alle signore, si ritrovano anche loro ogni volta che si incontrano le loro madri. Nella seconda parte le quattro bambine sono diventate ormai delle donne che si vedono nella stessa casa e continuano quel dialogo, interrotto e infinito, sui temi fondanti dell’identità̀ femminile. Sono le stesse attrici che avevamo visto interpretare il ruolo delle madri. Gli eventi che tengono unite queste donne sono i più̀ naturali e significativi dell’esistenza: la nascita e la morte. La conversazione procede tra di loro con un ritmo incalzante, tragico e comico al tempo stesso, e in questo flusso di pensieri e parole le loro identità̀ si confondono e si riflettono in quelle delle loro madri, in una continua dinamica di fusione e opposizione, come in un gioco di specchi deformanti. La commedia lavora su diversi livelli, è un meccanismo perfetto che alterna momenti di comicità̀ a momenti di vera e propria commozione, ma quello che più mi colpisce è un altro aspetto, fondamentale a teatro, che è quello fantastico, fantasmatico. Le protagoniste di questa storia sono donne che si proiettano madri, madri che immaginano come saranno le loro figlie, figlie che hanno assunto, mangiato e digerito le proprie madri per farsi donne autonome, diverse, opposte, e sorprendentemente vicine. Queste bambine che non vediamo mai e il loro perenne struggimento della crescita sono l’anima di questa commedia».

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Info 06 83082620 – 06 83082884 Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185 Spettacoli ore 21.00 – domenica ore 17.00 – Sabato 14 novembre pomeridiana ore 16,30

lunedì riposo 24-25 NOVEMBRE RIPOSO

Biglietti (compresa prevendita): da € 32,00 a € 17,00

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