SummerTimi al Parenti: Giuliett’ e Romeo, di e con Filippo Timi, senza Shakespeare

La parola rende liberi. Ed ecco che Filippo Timi, dal 18 al 20 al Teatro Parenti in Giuliett’e Romeo, con parole tutte rigorosamente in dialetto (perugino e napoletano), ci libera dalla categoria mentale, talvolta castrante, dell’amor idealizzato tipo dolce stil nuovo. Ricordate “ al cor gentil rempaira sempre amore o Amor e il cor gentile sono una cosa”? Questa dottrina d’amore, che asserisce che solo il cuore nobile può aprirsi all’amore ed anzi non vi è nobiltà d’animo senza amore, veniva suggellata da Shakespeare nel suo Romeo e Giulietta.

Ed è invece sgretolata dal realismo di Timi che riconduce l’amore a passione e follia, ad una pulsione fisica, corporale, il cui piacere è paragonabile ad una cotoletta fritta, o ai frigoli con il miele; essa si traduce in movimenti ondosi che generano, nell’uomo, maremoti. La tragedia shakespeariana non è che un vago ricordo: Timi salva solo i nomi dei personaggi. In scena Romeo, vestito da pinocchiesco pierrot, Giulietta, vestita da gallina spaziale, un virile Mercuzio con pelle leopardata e la tondeggiante balia, creazione ondosa, nata verosimilmente da un innesto tra il Bibendum Michelin e un personaggio di Alice nel paese delle meraviglie (Lucia Mascino,Vittoria Chiacchella, Luca Rondolini, Mauro F. Cardinal). L’imbucato in più sul palco, è un insidioso e fantasioso Cupido, Timi stesso, che stravolge le geometrie d’amore, tirando frecce all’impazzata e facendo persino innamorare Mercuzio della vogliosa vecchia e grassa balia.

Spariti il balcone di Verona, le mura della città, l’odio atavico delle due famiglie. I personaggi si muovono talvolta irriverenti, su un palco multicolore tipo lunapark, con palloncini kitch e luci colorate. Malgrado il loro surreale aspetto, riescono però, tra mimo e clownerie, a distribuire perle di saggezza al pubblico divertito:” in guerra come in amore ogni buco è una trincea; la bocca spara piu cazzate che baci; è la vita che ammazza, non la morte; l’amore tocca fallo che a parlarne s’ammuffisce”.

Suvvia però signor Timi, La ci faccia un regalo: Lei che con le parole riesce in maniera cosi mirabile a smontare tutto, la prossima volta ci preservi un frammento di sogno!

info:
Teatro Franco Parenti – Via Pierlombardo, 14
Sala Grande, ore 20.45 – Produzione Teatro Stabile dell’Umbria
www.teatrofrancoparenti.it – www.tfpblog.net
Prezzi 25/15

Raffaella Roversi
19 luglio 2012

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