Riccardo III: un grande classico rivisitato, che esplora la freddezza del male

Riccardo III: un grande classico rivisitato, che esplora la freddezza del male

Il 22 Ottobre, al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, ha avuto luogo la prima del Riccardo III di W. Shakespeare. Iniziamo con il dire che portare un classico a teatro, da una parte, è sempre una soluzione “paracadute”, per così dire, nel senso che trovi molti più produttori intenzionati ad investire sullo spettacolo, poiché c’è senz’altro un guadagno sicuro (soprattutto se c’è una star come Massimo Ranieri nel ruolo di protagonista!).

Le cose, ahimè, sono un po’ diverse quando si tratta di produrre e allestire spettacoli più di nicchia, come il musical Pacific Overtures di S. Sondheim, che parla dell’occidentalizzazione del Giappone, e sfido un Marconi o un Piparo a trovare i produttori che lo vogliano finanziare! Così, spesso, sono gli attori stessi e la compagnia ad autofinanziarsi.

Comunque, tornando a noi, l’allestimento di un classico comporta anche dei rischi che sono vere e proprie sfide per gli attori come la difficoltà del testo, per esempio. C’è da dire che gli ostacoli di questo genere sono stati aggirati perfettamente, gli attori molto preparati, la scenografia anche molto d’effetto, quasi a riflettere il freddo, tetro e spettrale, di quella Londra in cui è ambientata l’opera; quel freddo massimamente rappresentato dalla madre di Riccardo, interpretata da Giorgia Salari, e dalla Regina Margherita, interpretata da Margherita Di Rauso; la loro recitazione forse è stata magistrale nel senso che è riuscita a trasmettere quel gran freddo rinascimentale. Lo stesso ritmo dello spettacolo è stato molto incalzante, pur trattandosi di una tragedia, e qua e là, in certi punti dell’opera, vi sono stati degli accenni allo stile recitativo del periodo elisabettiano, in cui la voce viene proiettata agli inferi, al mondo oppure a Dio. Massimo Ranieri ha rivelato un gran talento anche nella prosa, oltreché nel canto (come noi tutti ben sappiamo). Unica pecca dello spettacolo sono stati alcuni dettagli registici, in cui, talvolta, si sono viste scene eccessivamente movimentate, movimenti ripetitivi eccessivi (come Riccardo che girava intorno al trono un numero infinito di volte), ma a parte questo, un ottimo spettacolo.

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