La storia di Renato Vallanzasca raccontata al Teatro Lo Spazio di Roma

La storia di Renato Vallanzasca raccontata al Teatro Lo Spazio di Roma

A parlar bene in maniera fortemente sentita dell’Accademia di Arti Drammatiche “Teatro SenzaTempo” siamo ormai abituati. Perché la scelta dei testi da portare sul palcoscenico risulta sempre indovinata e perché l’interpretazione degli allievi della scuola, alcuni ormai affermati nel panorama teatrale e cinematografico, è qualcosa che arriva dritto al cuore. Dopo tre serate di sold out al Teatro Abarico di Roma lo scorso febbraio, l’Accademia è pronta a riscuotere nuovi consensi con le repliche dal 27 ottobre al 1° novembre alle ore 21.00di domenica in pomeridiana alle ore 17, presso il Teatro Lo Spazio (sito in via Locri, 42/44 – quartiere San Giovanni – Roma). Lo spettacolo “Piombo & Cocaina”, per la regia di Pietro De Silva, racconta la storia del ‘Bel René’, Renato Vallanzasca (interpretato dal bravissimo Alessio Chiodini), così definito per il suo viso d’angelo, la cui carriera criminale balzò agli ‘onori’ della cronaca italiana negli anni ’70.

Una ricostruzione storica fedele che effettua un salto temporale approdando al Vallanzasca odierno, quello del ‘furto delle mutande’. Scritto dal maestro Antonio Nobili, l’autore ha basato la narrazione sulle testimonianze che ancora oggi abbiamo negli archivi giornalistici, ponendo l’accento sul potere dei media, del loro potere di creare e distruggere un mito. All’interno di questo triangolo scenico, di taglio squisitamente cinematografico, lo svolgimento dei fatti che hanno reso Renato Vallanzasca un personaggio controverso e sfrontato, che fece presa sul pubblico e affascinò tanto le donne. Pur avendo ogni personaggio in scena un taglio introspettivo, lo spettacolo non pesa le azioni del protagonista. Non si assolve né si condanna il Vallanzasca. La giustizia segue il suo corso. Semmai ne mostra l’uomo.

«Assassino a sangue freddo, Vallanzasca rimane uno dei criminali più rappresentativi e di duratura fama nella storia della criminalità italiana. Per capire come possa un assassino imprevedibile essere amato così profondamente anche a distanza di anni dal suo “ritorno sulle scene”, il pubblico dovrebbe smettere di avere un’opinione troppo buonista di sé stesso. Come in un viaggio all’interno della nostra psiche, dovremmo fermare il flusso di coscienza e lasciare che il nostro io profondo venga in superficie […]. Non che vi sia qualcosa di male, o di sbagliato; è semplicemente come funziona il nostro cervello, un sistema mentale necessario. E a dire il vero, alquanto comprensibile. Da sempre la gente adora avere un’opinione di sé alquanto distorta: ritenersi una persona onesta, incorruttibile, buona, se non addirittura migliore degli altri, al fine di ingannarsi, crogiolandosi ed attribuendosi allo stesso tempo un finto set di valori morali superiori. Queste millantate qualità positive, sempre tenute in grande considerazione, sono spesso nient’altro che la faccia della stessa medaglia: sono direttamente proporzionali a quelle qualità oscure e negative, ben nascoste. E di conseguenza, un set mentale di questo tipo ci permette di concepire una sorta di ordine mentale […].

Il Vallanzasca non ha regole, ma la sua stessa illusoria “pazzia” cela una grande conoscenza della psicologia umana (la sua follia è in effetti un altro paradosso, secondo l’analisi di cui sopra). In un certo senso, potremmo anche temere che lo stesso Vallanzasca non sappia più che fare della sua vita, semplicemente per via della relazione che ha sviluppato con il binomio positivo, ad esempio il rigido Achille Serra e la sua vera incorruttibilità. Ad ogni modo egli distrugge il paradigma modello di ordine e giustizia, il mito di una società civilizzata; l’illusione di una qualsivoglia superiorità brutalmente fatta a pezzi dinanzi agli occhi dello spettatore. E sì, qualcuno potrebbe affermare che la civiltà sia il paradosso del genere umano.. ma questa è un’altra storia» afferma in una nota Antonio Nobili.

Uno spettacolo che, ancora una volta, spinge lo spettatore ad un’attenta riflessione e stimola la curiosità di quanti sono da sempre interessati ad indagare le molte sfaccettature della psiche umana.

Informazioni:

DAL 27 OTTOBRE AL 1 NOVEMBRE 2015 ORE 21,00 – Domenica pomeridiana ore 17

NB: nella replica del 28 Ottobre il ruolo di Vallanzasca è interpretato da FABRIZIO LORETI

TEATRO LO SPAZIO Via Locri, 42/44 (San Giovanni) – Roma   (contatti: 06 77204149 www.teatrolospazio.it)

BIGLIETTI: INTERO € 12/RIDOTTO € 10 (Under 18, Over 65, Gruppi di n. 8 persone, Allievi TsT) PRENOTAZIONI PER TST: [email protected] – Infoline 3664538808

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