Moni Ovadia : narrazione, canto e umorismo per un viaggio nella cultura Yiddish

Moni Ovadia : narrazione, canto e umorismo per  un viaggio nella cultura Yiddish

Dal 22 al 27 settembre 2015 al Piccolo Teatro Grassi di Milano, Moni Ovadia ci invita per un viaggio in un mondo che ha popolato la storia d’Europa per circa mille anni, ed è stato cancellato in un attimo, nel gelo della notte nazista. Lo fa con i tre strumenti della tradizione ebraica: la narrazione, perchè Dio ha creato gli uomini per farsi raccontare storie, il canto che è vibrazione dell’universale e luce nel percorso verso se stessi, e l’umorismo che scompagina la logica formale, facendo a pezzi tutto, convenzioni e autorità.

Il risultato è un grande affresco multicolore di un popolo che, privo di terra, ha privilegiato l’ alterità, anche se oggi ne resta solo una debole fiammella. Proprio come nelle tele di Chagall, dove, anche in quelle raffiguranti l’inferno dell’olocausto, un bagliore minuscolo, un segno di luce o dello spirito, si ostina a volare sul mondo. E quello degli ebrei è un mondo errante, senza terra, un esilio perpetuo che diventa la condizione di splendore per restare integri nella propria fragilità e quindi più disposti ad accogliere l’altro. Lo testimonia la musica kletzmer o la lingua germanica yiddish, unica pur con la molteplicità di termini accolti da varie lingue dell’Europa orientale. Moni Ovadia fa ridere con i suoi racconti ironici, i personaggi caricaturali, i registri e i dialetti che mescola con una finta noncuranza. Eppure dice delle cose tremendamente serie, specie in questo momento storico, dove sussulti nazionalisti, che trovano fondamento in una follia identitaria, sembrano richiamare in vita ombre che si credevano morte. Quando l’identità è unica, diventa rigida, si incancrenisce e non può che diventare violenta. Per questo, prima di accedere ad una qualsiasi identità religiosa, dobbiamo fare un cammino innanzi tutto dentro noi stessi, conquistando la dignità umana, dobbiamo essere giusti, avere un’etica basata sull’uguaglianza. Solo questa permette la convivenza con altre identità. La molteplicità di identità, è il senso stesso della pace.

“Zekharia”, urla rabbioso l’ansimante Yaacov, “non ne posso più della mia vita, delle mie sofferenze. Ho deciso, mi voglio convertire al buddismo, almeno la prossima vita mi offrirà la reincarnazione!” Ma non ce n’è bisogno, risponde calmo il rabbino Zekharia. Quella la trovi anche nella nostra religione. “Davvero? chiede incredulo Yaacov”. Certo, risponde il rabbino; quando morirai ti seppelliremo nella nuda terra senza sigillarla e dopo qualche mese crescerà l’erbetta. Verrà una capretta, la brucherà e poi, sai com’è, lascerà proprio li i suoi escrementi. Io passerò e dirò, ecco, questa è la reincarnazione di Yaacov. “Vuoi dire, dice sorpreso Yaacov, che succederà cosi anche a te? Che verrai deposto nella nuda terra, crescerà l’erbetta e passerà la capra”? Si certo, dice il rabbino. “Ho capito, dice Yaacov, allora quando vedrò i suoi escrementi dirò : ecco questa è la reincarnazione del rabbino Zekharia che è rimasto tale e quale”!

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio) )
dal 22 al 27 settembre 2015
Il registro dei peccati
ideato e interpretato da Moni Ovadia
produzione Promo Music

Orari: martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16
Durata 110 minuti
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org
News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook