Al Martinitt «il teatro è servito»

Al Martinitt «il teatro è servito»

Ricominciare i vorticosi ritmi dopo un’estate ormai quasi completamente digerita, comporta il piacevolissimo riprendere di molte attività sospese. Devo dire che ritornare al Teatro Martinitt per la presentazione della stagione teatrale 2015/2016 è come ritrovare un amico, uno di quelli che ti fanno star bene, da pacca sulla spalla e birra in mano, che ogni volta che lo lasci hai proprio la sensazione d’aver trascorso qualche ora nel metaspazio della propria esistenza. Un luogo che racchiude un di più e che lascia stupefatti per la semplicità in cui avviene ogni cosa.

Gli Assaggi di stagione sono proprio una tavola ben imbandita, dove gli assaggi vengono serviti dagli stessi attori che poi rivedremo nell’arco dell’anno, attori che poi dismettono gli abiti di scena per mescolarsi con il pubblico a fine serata, insieme agli autori, registi e produttori. Vederseli fianco a fianco che si divertono e scherzano, tra un bicchiere di sangria ed uno stuzzichino, crea un’atmosfera che rende ancora più vere le risate scatenate dal loro stare sul palco. Si percepisce lo stesso gusto verace per una vita che profuma di velluto rosso e legno calpestato, un’alchimia contagiosa che afferra chiunque decida di varcare la soglia del teatro.

In serate come queste, la disponibilità degli attori permette di cogliere dettagli di una vita dedicata al teatro e di respirare un po’ di quella magia che ammalia e strega per sempre chi decide di dire il proprio sì alle soddisfazioni, alle fatiche ed ai sacrifici di un lavoro da girovaghi, come magnificamente riassunto da Strehler: «Io so e non so perché lo faccio il teatro ma so che devo farlo, che devo e voglio farlo facendo entrare nel teatro tutto me stesso, con quello che sono e penso di essere e quello che penso e credo sia vita».
Riuscire a far ridere, con ironia ed intelligenza, non è cosa da poco. Impossibile fotografare ognuno di loro in un articolo, posso solo regalarvi qualche coriandolo di ciò che vi attende.
Ci sono animali da palcoscenico, come Marco Cavallaro, che fanno dell’improvvisazione un gioco di prestigio, o attrici che fanno di una caduta fuori copione un cammeo da raccontare, come Ester Cantoni. Entrambi attori, autori e registi, teatro puro a 360 gradi. Sentire Ester parlare con stima del lavoro altrui, vedere la luce nei suoi occhi mentre spiega che del teatro «io amo tutto, anche pulire le assi di legno del palco», della necessità di ritagliarsi una propria quotidianità nel vagabondare delle tournée, dell’importanza dell’alimentazione soprattutto prima di uno spettacolo per non compromettere il diaframma, di come ogni apertura del sipario sia sempre una «prima», con nuove emozioni e nuove tensioni, con il cuore palpitante del pubblico ad indicarti la rotta; e quando l’attenzione e gli applausi mancano, porsi la domanda: «Dove abbiamo sbagliato?», desiderando fare ancora meglio perché, come diceva Ronconi, «il teatro era l’unico pelago in cui potevo nuotare (…) era l’unico territorio in cui potessi respirare naturalmente».

Strepitose le presentatrici, Alessandra Serse e Nadia Puma del gruppo Le Scemette, vere padrone di casa, intrise di un’irresistibile comicità e che fanno da collante in questa anteprima live dei nuovi dodici spettacoli in programma. La locandina di quest’anno è appetitosa, novità e piacevolissime conferme di volti amati si alterneranno in questa nuova stagione teatrale che farà piangere dal tanto ridere. Il coraggio del Teatro Martinitt è proprio quello di investire sulla commedia italiana di autori emergenti, un investimento vincente ed in crescita che l’anno scorso ha coinvolto ben 40.000 spettatori.

“Il teatro è vita, il cinema è arte, la televisione è un mobile”, questo l’invito del Martinitt a non starsene chiusi in casa, proponendo abbonamenti che partono da 80 euro (promozione riservata a chi si abbona all’intera stagione sullo spettacolo del sabato pomeriggio, ore 17.30).
Non resta che abbuffarsi ora ed essere noi stessi attori di un unico organismo che si chiama teatro e che per vivere ha bisogno di un pubblico: «Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco» (Victor Hugo).

Info e prenotazioni:
TEATRO/CINEMA MARTINITT
Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10
www.teatromartinitt.it

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