L’inadeguatezza della scuola di oggi in “La guerra di Klamm”, di Kai Hensel

Dal 15 al 20 maggio il Teatro Filodrammatici di Milano presenta “La guerra di Klamm” (Klamms Krieg) di Kai Hensel, classe 1965, drammaturgo tedesco contemporaneo tra i più vitali. La regia è di Filippo Dini.
La guerra è quella che il prof Klamm, Antonio Zavatteri, vuole fare ai suoi studenti liceali, dopo che questi gli hanno scritto una lettera accusandolo per la sua stupida rigidità e il suo atteggiamento punitivo. Questo ha indotto un loro compagno ad impiccarsi ad un albero per non essere stato ammesso alla prova di maturità.
Klamm, che in tedesco può volere dire “irrigidito”, arriva in classe tirato, ha movimenti a scatti, ma vuol continuare ad insegnare la sua materia, lingua e letteratura tedesca, come se niente fosse accaduto. Parla ai suoi alunni, che poi sono gli spettatori. Parla del Romanticismo, di Goethe dello Sturm und Drang. Ma poi si accorge dell’inutilità del tutto, sente il peso degli ideali che si sfasciano e il fallimento di quello che era stato il suo grandioso obiettivo: preparare i ragazzi alla vita. Lui, che non è riuscito neanche a trasmettere il romanticismo. Ed è come se l’ombra di una corda oscillante, cui è appeso un corpo, accompagni ogni suo gesto.

Prova strategia diverse, di attacco, di noncuranza, di alleanza. Confessa ai ragazzi le piccolezze e le meschinità dei suoi colleghi che ha annotato nel corso degli anni su quaderni e conservato in un piccolo banalissimo, sterile archivio. Ma non serve. La soglia dell’incomunibicalità è stata varcata. Ma l’incapacità di comunicare con i suoi alunni, ne tradisce una più grande: quella di comunicare con sé stesso. Non resta allora che l’alcol. Testo quanto mai attuale sulla scuola, che, aldilà dei sistemi scolastici nazionali, non risponde più alle esigenze di una società globalizzata e globalizzante.
Si ricorda l’incontro di domenica 13 maggio alle ore 11.30 all’interno del ciclo degli appuntamenti domenicali dedicati all’arte del 900, al Museo del Novecento. In quest’occasione Antonio Zavatteri, attore dello spettacolo, tratterà le tematiche principali del testo. Tutti i cittadini che domenica mattina visiteranno il Museo potranno partecipare gratuitamente all’incontro e usufruire di uno sconto per assistere allo spettacolo presentato, esibendo alla cassa del teatro il biglietto d’ingresso al Museo del Novecento.

Teatro Filodrammatici via Filodrammatici, 1 – Milano Tel. 02.36.72.75.50
[email protected] www.teatrofilodrammatici.eu

Raffaella Roversi
17 maggio 2012

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