Caveman: l’uomo delle caverne. Uno monologo a metà tra l’antropologia e il cabaret

Caveman: l’uomo delle caverne. Uno monologo a metà tra l’antropologia e il cabaret

20111206100821Lo scorso 22 Maggio, a grande richiesta di tutto il pubblico romano, è tornato sulle scene Caveman: l’uomo delle caverne, spettacolo nato negli U.S.A, grazie alla penna di Rob Becker, e che vanta, nel mondo, più di dieci milioni di spettatori, spettacolo esportato in più di trenta paesi al mondo. Caveman nasce come un monologo rappresentato a Broadway, ma la versione rappresentata in Italia, a cura di Teo Teocoli e Maurizio Colombi, protagonista dello spettacolo, è stata largamente ampliata e riadattata rispetto all’originale: e così all’interno di questo spettacolo troviamo un band che suona dal vivo, canzoni, anche se rimane comunque, fondamentalmente, uno spettacolo di cabaret. Uno spettacolo che parla di antropologia, in particolare si concentra sulla differenza atavica tra uomo e donna, come due esseri appartenenti essenzialmente a due culture differenti: gli uomini discendono dai cacciatori, le donne dalle raccoglitrici. Tutto il lungo monologo ruota intorno a quelle piccole e- talvolta- grandi incomprensioni che nascono all’interno del rapporto di coppia, dovute alle diverse modalità di ragionamento tra gli uomini e le donne: i primi ragionano secondo la trattativa, le seconde la collaborazione. E così si susseguono tutta una serie di gag comiche e di numerose interazioni di Colombi con il pubblico; forse, in effetti, la vera chiave di volta dello spettacolo è l’interazione con il pubblico, superattivo e vivace nello svolgimento della performance, subito pronto a ridere, a cantare, a rispondere alle battute di Colombi, rendendo, la sala di quel teatro, ancora più piena e gremita di quanto già non fosse quella sera.

Insomma che dire, uno spettacolo di cabaret, nulla di più, nulla di meno, che pure ha coinvolto tante coppie, tanto che lo stesso Maurizio Colombi in un’intervista ha detto che “ormai questo spettacolo lo vengono a vedere molte coppie come vero corso prematrimoniale”. In fin dei conti, non è uno spettacolo che ameranno molto coloro che amano appassionarsi ad una storia a teatro, ma è sicuramente uno spettacolo commerciale, che vende, e forse, il vero motivo per cui bisognerebbe andarlo a vedere, è proprio la spettacolare versatilità di Maurizio Colombi, che si rivela attore comico-brillante, cantante e…addirittura ballerino!

Francesco Augusto Latini
25 Maggio 2015

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