La nuova stagione 2015-2016 al teatro Parioli di Roma

La nuova stagione 2015-2016 al teatro Parioli di Roma

 foto8Lo scorso 19 Maggio, al Teatro Parioli a Roma, c’è stata la presentazione del cartellone della nuova stagione teatrale 2015-2016. Il discorso di apertura è stato tenuto dallo stesso Luigi De Filippo, figlio di Peppino e fratello di Eduardo, nonché direttore artistico dello stesso teatro Parioli.

Metaforicamente ha voluto illustrare, con una zattera di plastica, la condizione in cui versa il teatro italiano: una situazione precaria, come ben noi tutti sappiamo; una situazione che, senza eufemismi, potremmo dire quasi pietosa. «Il teatro privato viene considerato fonte di tutti i mali» dice De Filippo, «ma in realtà esso è la fonte di buone produzioni, anche commerciali», giustamente De Filippo non vuole nascondere che opere commerciali chiamino conseguentemente più persone a teatro, aumentando gli incassi al botteghino e facendo restare attiva la ruota dell’economia teatrale.

Il teatro Parioli è un teatro all’insegna della tradizione teatrale italiana e internazionale, tanto che la stagione 2015-2016 vedrà l’allestimento di spettacoli come “Sogno di una notte di mezza estate” , “Aspettando Godot”,Miseria e Nobiltà”,Il berretto a sonagli”, “Mandragola”, e questi sono solo alcuni tra i classici che verranno rappresentati; senza contare poi un’innumerevole sfilza di nuovi spettacoli, come “Il Vangelo secondo Pilato”, fusione di due testi di Emanuel Eric Schmitt, come spiega Glauco Mauri, regista dell’opera insieme a Roberto Sturno; il testo ripercorre l’intera storia di Gesù, ponendo l’accento sugli ultimi istanti della sua vita quando egli si trova a dubitare della sua stessa natura divina, per passare poi ad accentuare la figura di Ponzio Pilato nella sua continua indagine scettica sul mistero della Resurrezione di Cristo; poi abbiamo “Dipartita Finale”, che è stato presentato da un altro grandissimo attore italiano, Ugo Pagliai, che ha ricordato la sua grande collaborazione con Peppino De Filippo. Addirittura Pagliai, parlando di Franco Branciaroli, autore e regista del testo, dice che quest’ultimo ha tutte le carte in regole per diventare un grande genio, passando infine a ricordare che, in “Dipartita Finale”, reciterà lo stesso Gianrico Tedeschi, classe 1920, un altro dei grandi che ha fatto la storia del teatro in Italia; Pagliai chiude ironicamente il suo discorso dicendo che «è proprio il mestiere dell’attore a farci vivere chissà quanto!».

Il teatro Parioli ha dimostrato però di aver lasciato anche largo spazio alle giovani compagnie emergenti, con rassegna teatrale Primo Sale, presentata da Giulio Baffi, con spettacoli come “L’Anima buona di Lucignolo”, storia di un circo in rovina, il tutto circondato da un alone jazz, “Il duello”, tratto dal famoso romanzo di Joseph Conrad, “Patres”, una rilettura contemporanea della figura di Telemaco, “Wrong Play, my Lord”, riadattamento dell’Amleto shakespeariano, in un inglese comprensibilissimo e con un ritmo da Commedia dell’Arte. Un programma molto ricco quello del Teatro Parioli, con spettacoli di danza, concerti musicali e tanto altro. Il ricavato di alcuni di quesi spettacoli andrà a Teleton, ente nazionale riconosciuto in tutto il mondo, che si occupa della cura di malattie rare; una bellissima iniziativa, senz’altro. In conclusione, ci si potrebbe chiedere: a cosa serve il teatro? E senz’altro si potrebbe rispondere che il teatro serve, come ha osservato De Filippo, come «continua lotta dell’uomo per dare senso alla propria esistenza».

Francesco Augusto Latini
23 maggio 2015

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