“Malacrescita”, quando il dramma arriva a toccare la coscienza

Grandi applausi alla prima di “Malacrescita“, lo spettacolo che andrà in scena fino a domenica 13 al Teatro della Luna, seconda tappa del Festival “Sul Palcoscenico”, l’iniziativa promossa e patrocinata dal Comune di Milano che si propone di far vivere il teatro in una maniera nuova, diversa, intima. Coerentemente con gli obiettivi del Festival, il palcoscenico è stato incastonato, come un diamante nell’oro, nel backstage del teatro, completamente riadattato e ridotto ad appena 200 posti, numero necessario per poter creare l’atmosfera di vicinanza tra pubblico e attori che rappresenta il motivo ispiratore del progetto.

Tratto dalla tragedia “La Madre: ‘i figlie so’ piezze ‘i sfaccimma” di Mimmo Borrelli, “Malacrescita”, interpretato dallo stesso attore campano (anche regista e autore dei testi di questo spettacolo) e da Antonio Della Ragione, fratello di Mimmo sulla scena ma di fatto relegato alla cura della musica di sottofondo, rappresenta la storia drammatica ed emotivamente profonda di Maria Sibilla Ascione, ignara bambina costretta a compiere gesti estremi da una vita segnata dalle barbarie maschili e dalla crudeltà di colui che aveva promesso di amarla.

Una “Medea moderna”, come definita dallo stesso Borrelli, tratta da una storia vera. Lo spettacolo nasce da un ribaltamento di prospettiva, da un amore trasformatosi in odio, da ingenuità tradite, emozioni soffocate e gesti estremi. Si mostra come una rappresentazione esperienziale più che spettacolare, cruenta ma incisiva come poche. Borrelli giunge, con il suo messaggio in rima baciata, fin dove ha intenzione di arrivare e affonda il coltello nel cuore del pubblico con quella precisa maestria di chi vuole insegnare, per quanto possibile, il rispetto della persona umana. E lo fa mettendo in scena l’esatto contrario di quelle che potrebbero considerarsi delle condotte rette ed intelligibili, lasciando respirare al pubblico presente l’intenzione di ammonire il mondo intero sulla bellezza della vita, della bontà e dell’amore.

L’eccessiva drammaticità della storia, condita da un linguaggio spesso colorito e mischiato al dialetto campano, rendono lo spettacolo incisivo, anche se forse troppo sanguinario. Ma, d’altronde, è questa l’essenza di “Malacrescita”, il dolore e l’abnorme disumanità. Senza questi ingredienti si renderebbe vuoto un piatto, pesante sì, ma profondo, toccante e ricco di spunti riflessivi. Magari potrà essere indigesto a coloro che vanno a teatro con il proposito di rilassarsi e divertirsi spensieratamente, ma, senza dubbio, lascerà una mano di pittura indelebile nelle coscienze di chi ha la capacità di comprenderne il profondo e nobile significato.

Info:
Teatro della Luna – dall’11 al 13 maggio/ ore 21
Posto unico: 22 €
Ridotto under 14 e over 70, studenti universitari e scuole di teatro: 16,50 €

Giuseppe Ferrara

12 maggio 2012

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