Caveman: l’uomo delle caverne. Un successo internazionale, assolutamente da vedere, con Teo Teocoli alla regia e con Maurizio Colombi come protagonista

Caveman: l’uomo delle caverne. Un successo internazionale, assolutamente da vedere, con Teo Teocoli alla regia e con Maurizio Colombi come protagonista

 maurizio-colombi-cavemanProssimo 22 maggio torna a Roma, a grande richiesta del pubblico, Caveman,  l’uomo delle caverne , che ha già riscontrato un enorme successo a Milano nel mese di Marzo 2015 e lo scorso 27 Aprile. Lo spettacolo verrà rappresentato al Teatro Ghione, e così, noi di 2duerighe,  abbiamo saziato la nostra curiosità relativa a questo progetto andando ad intervistare direttamente il protagonista dello spettacolo, Maurizio Colombi.

Buonasera sig. Colombi. Ho letto recensioni molto positive di questo spettacolo, Caveman, che arriva addirittura a vantare un totale di 10 milioni di spettatori in tutto il mondo, nascendo negli Stati Uniti dalla penna di Rob Becker, fino ad un’esportazione in 30 paesi del mondo. Potrebbe dirci qualcosa di più sulla genesi e sulla nascita dello spettacolo?

“Un successo internazionale. Io un paio di anni fa sono andato a vederlo a Zurigo, in Svizzera, dove il protagonista viene interpretato da un attore famoso a livello nazionale, come in Germania; in Italia è un po’ un’anomalia che faccio io. Lo spettacolo parla della teoria dell’uomo delle caverne, per cui l’uomo cacciatore, la donna raccoglitrice, la teoria secondo cui nella cultura degli uomini esiste la trattativa, in quella delle donne la collaborazione. E’ una teoria molto simile a quella per cui le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte. Mi ha colpito molto la struttura di questo testo qui, perché ci si riconoscono molte coppie, fai conto che a Milano ho fatto più di centomila spettatori con l’ultimo spettacolo, è diventato un po’ un cult, lo vedono un tutti. Si potrebbe addirittura considerare una specie di corso per le coppie che si devono sposare! La versione italiana, che ha vinto due anni fa come la versione più bella nel mondo,  è più propriamente uno spettacolo, rispetto al monologo che si rappresenta all’estero. Sono contento di vedere come anche all’estero in molti teatri viene allestita la versione italiana, con la proiezione della luna, il calendario etc. La versione originale dura una cinquantina di minuti, questa versione invece arriva a durare un’ora e mezza, ed è stata rappresentata in Francia, Spagna, alcuni stati degli Stati Uniti, ed mi piace molto questa cosa, il fatto che in molti paesi abbiano ripreso il nostro adattamento, una sorta di amplificazione del format originale!”

Ho letto che lei è una figura artistica poliedrica: cantante, attore, regista di numerosi musical tra cui Rapunzel, Peter Pan, I Promessi Sposi, We Will Rock You, La Divina Commedia e tanti altri. Può dirci qual è stata la sua formazione artistica?

“Ho cominciato come alfiere in Italia dei family show, e come regista, in particolare, ho cominciato con il Christmas show, uno spettacolo di Natale; dopo Christmas show ho fatto Beatrice e Isidoro, uno spettacolo scritto da me, Peter Pan, Heidi, Rapunzel con Lorella Cuccarini al Brancaccio; a Febbraio 2016, sempre al Brancaccio, debutterò con un nuovo progetto Un burattino senza fili. Come formazione artistica, ho studiato alla Scuola Civica di Milano, una scuola di musica, così ho cominciato a studiare canto, poi in seguito recitazione e così ho cominciato la carriera d’attore presso il Teatro Stabile di Piero Mazzarella, a Milano. Fondamentalmente sono un attore comico-brillante. Posso fare anche cent’anni di carriera, ma non sarò mai famoso abbastanza! Del resto non sono mai andato in televisione(ride)”

Quindi, ricapitolando le sue numerose esperienze in campo teatrale e musicale, quale esperienza per lei è stata la più appagante e gratificante?

“Forse ciò che più di tutto mi dà soddisfazione, come regista, è il fatto di non aver mai copiato versioni registiche prese dall’estero e rifatte in Italia. Anche nel caso di Caveman abbiamo fatto una vera riscrittura dell’opera stessa. L’unica opera che ho fatto ripresa dall’estero è stata We Will Rock You, ed è stata un’esperienza pazzesca perché ho conosciuto il modo di lavorare degli inglesi, ho fatto la conoscenza di questa band storica, i Queen, ed fu tutto molto bello… in quel caso, però, il mio lavoro di regia una cover. Senz’altro, We Will Rock You, è stato lo spettacolo che mi ha dato maggiore credibilità a livello artistico.”

Bene. Ritornando invece a Caveman, qual è il messaggio che quest’opera vuole trasmettere?

“Ho fatto questo spettacolo tantissimi anni fa, ed in questi ultimi mesi l’ho riportato a Milano. Sono molto contento di rifarlo a Roma, ci tengo veramente tanto a portare lo spettacolo al teatro Ghione, perché, a parte il fatto che il pubblico romano conosce a memoria tutto lo spettacolo, mi diverto tantissimo, al di là del testo, giocando, scherzando con il pubblico. L’interazione con il pubblico, qui a Roma, è davvero straordinaria: cantano insieme a me, rispondono alle mie battute, addirittura me le anticipano! Mi rende molto felice anche il fatto che qui a Roma, come è accaduto a Milano, senza troppe grandi pubblicità si sta creando un buon passaparola tra persone che lo hanno già visto e lo consigliano ad amici, parenti etc. Il messaggio  che vuole dare Caveman, pur non essendo un messaggio strettamente cattolico, è senz’altro cristiano; è essenzialmente un’opera che mette al centro il valore della famiglia e fa luce su tematiche molto importanti, quali l’unione e l’accettazione tra l’uomo e la donna, o comunque sia, più in generale, tra due partner.

Per cui trovo molto bello e attuale il messaggio di Caveman.”

Ho letto anche che Teo Teocoli ha firmato la regia di Caveman, giusto?

“Si, esatto”

Va bene, allora la ringrazio sig. Colombi  per questa intervista rilasciataci. Un grandissimo in bocca al lupo per venerdì.

“Grazie mille e crepi il lupo!”

Francesco Augusto Latini
20 maggio 2015

 

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