“Doppio sogno (Eyes wide shut)” sul palco del Teatro Quirino

“Doppio sogno (Eyes wide shut)” sul palco del Teatro Quirino

doppio sogno nella foto a destra caterina murinoUna trama disorientante e labirintica; un intreccio tra realtà e sogno, tra fedeltà e tradimento; l’ambiguo gioco di desiderio e punizione,  onestà e perversione è il motivo centrale su cui si articola il racconto di Arthur Schnitzler “Doppio sogno”. Pubblicato nel 1926, non ha mai smesso di affascinare. Nel 1999 da questa novella fu tratto “Eyes wide shut”, l’ultimo film di Stanley Kubrick. “Doppio sogno” sarà ospitato al Teatro Quirino di Roma nel riadattamento di Giancarlo Marinelli presentato dalla Compagnia Molière, dal 7 al 19 aprile.

“Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”. Questa la dichiarazione di Albertine a suo marito, il dottor Fridolin. Tanto basta a instillare il dubbio del tradimento e a rapire il dottore viennese in una discesa verso il basso delle passioni che lo porterà in una sola notte alla scoperta del gioco in maschera e proibito di una società segreta. Ma questo ingresso nel dedalo degli istinti non tarderà a diventare pericoloso, mortale. Alla comparsa dell’alba, però, il marito e sua moglie, turbati eppure innamorati, riusciranno a rinsaldare il loro rapporto.

Giancarlo Marinelli, regista dello spettacolo al Quirino, confessa: “Cercavo un testo che possedesse una caratteristica; darmi la possibilità, come drammaturgo e come regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un testo che fosse già teatro multiplo. Dove la storia fosse tante storie; dove la verità fosse tante verità; e dove, finalmente, l’amore, la morte, il senso di colpa, il peccato e il riscatto, affiorassero prepotentemente tutti insieme. […] In fondo solo questo mi interessa: raccontare (ancora una volta) i crimini, anche solo della fantasia, che attentano ogni giorno alla felicità della coppia; dire quanto sia disperante dover amare e essere amati, facendo i conti con l’infantile terrore e la sadica eccitazione dell’abbandono; mettere in scena la follia di chi, ad un certo punto della sua vita, è convinto che il dolore che subiamo, in verità, sia la punizione meritata a quel nostro abbandonare, tradire, violare chi ha scelto di essere, per sempre, nostro”. Concludendo: “il teatro è amare gli attori. E odiare tutto ciò che riescono ad essere al posto nostro.”

Il Quirino mette anche a disposizione degli spettatori nel foyer del Treatro un’installazione intitolata “Il castello degli specchi”. Sarà accessibile al pubblico dalle 19 alle 21 e durante l’intervallo.

Dal 7 al 19 aprile

Durata dello spettacolo: 1h e 55’ più intervallo

Teatro Quirino Vittorio Gassman

via delle Vergini 7, Roma

Botteghino: 06/6794585

Orari:

dal martedì al sabato ore 20:45
giovedì 9 e mercoledì 15 aprile ore 16:45

sabato 11 aprile ore 16:45 e ore 20:45

tutte le domeniche ore 16:45

di Daniele Di Giovenale

1 aprile 2015

Twitter: @DanieleDDG

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook