Tra denuncia e comicità: “Il più bel secolo della mia vita” al Teatro della Cometa

Tra denuncia e comicità: “Il più bel secolo della mia vita” al Teatro della Cometa

UpkPfA5XLjhrtF3RLFTP6YvHYudQyrSN15WqynYTOyQ=--Il sipario de “Il più bel secolo della mia vita” si apre, rimanendo ossimoricamente chiuso. Rompendo il limite fisico del palcoscenico lo spettatore entra nella messa in scena e diviene lui stesso un membro della F.A.E.G.N, associazione nazionale figli adottivi e genitori naturali. L’incipit dello spettacolo, grazie all’abilità scenica di Montanari, diviene un ibrido fra denuncia e finzione teatrale, tra realtà e recitazione. Vera è la battaglia della F.A.E.G.N, associazione nata quindici anni fa per fornire supporto nella ricerca delle origini dei figli non riconosciuti e per modificare la legge 184 che impedisce di poter conoscere le proprie radici e l’identità della madre naturale fino al compimento del centesimo anno di età. Personaggi della finzione sono invece Giovanni, trentenne impegnato in prima linea nella battaglia contro l’odiosa legge, e Gustavo, centenario disilluso prossimo a conoscere il nome della madre naturale. Superato l’incipit metateatrale lo spettacolo si snoda in un serrato dialogo, fatto di battute rapide e incisive, con cui i due protagonisti, interpretati da Francesco Montanari e Giorgio Colangeli, conoscono e confrontano la propria esistenza. Uniti dall’essere entrambi figli non riconosciuti, Giovanni e Gustavo divengono ben presto portatori di modi antitetici di affrontare la vita e relazionarsi con l’altro. La prudenza, facilmente degenerabile nel timore immobilizzante di Giovanni si contrappone alla veracità di Gustavo capace di vivere tutto il suo secolo di vita senza esitazioni ma allo stesso tempo senza alcun senso di responsabilità. Il pericolo di creare due personaggi stereotipati, rischio non banale che si corre nel presentare due identità così nette in contrasto, viene scongiurata dalla capacità di Montanari e Colangeli di dare profondità alla propria recitazione ponendo sul palco due figure credibili e non macchiettistiche marionette. La comicità prende spunto dal reale e dal quotidiano, ironizzando sulle smanie, sulle sovrastrutture a cui tutti siamo, anche non volendo, legati: dal rapporto con la tecnologia  e i social network all’eterna diatriba tra McDonald e Burger King. Giovanni e Gustavo nonostante le diversità si ritroveranno uniti dalla propria esperienza di figli non riconosciuti, intraprendendo una ricerca delle proprie radici, tra cinismo ironico e comica disillusione. Lo spettacolo rimarrà in scena al Teatro della Cometa di Roma fino al 29 Marzo.

Damiano Rossi (Roma)

13 marzo 2015

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