Un incontro con Massimo Ranieri e House of Cards

Un incontro con Massimo Ranieri e House of Cards

Riccardo IIIÉ un momento sempre enigmatico andare a teatro per visionare uno spettacolo, un classico dramma da fazzoletti e dosi extra di rabbia, rivisitato e modernizzato. Insomma, non si sa mai a cosa si vada concretamente incontro: piacerà o non piacerà, verrà criticato o verrà amato. Quello che però conta davvero è se lo spettacolo in questione sia in grado di emozionarci, di muoverci qualcosa dentro, di farci provare quel brivido di rabbia/tristezza/malinconia; quella capacità che veste uno spettacolo di teatro da sempre, che mai potrà cambiare. E martedì 17 febbraio 2015, al teatro Alfieri di Torino, gli spettatori hanno assistito proprio a quel tipo di magia: Massimo Ranieri porta sul palcoscenico, in veste di attore principale e di regista, la tragedia di Shakespeare “Riccardo III”, accompagnato dalle sconvolgenti musiche del Maestro Ennio Morricone. Una scelta coraggiosa quella del cantante e attore italiano, il cui vero nome è in realtà Giovanni Calone, proprio perché non solo si cimenta nei panni di un dispotico, arrogante e disumano Re Riccardo, ma anche e soprattutto perché si getta nell’impresa della regia di uno spettacolo teatrale. Centrando in pieno il suo obbiettivo: teatro pieno e colmo di persone, delle più svariate età (ma rincuora notare come, nella massa, ci fossero tanti tanti giovani, sorpresi e incuriositi dallo spettacolo) che alla fine hanno fatto una standing ovation di 10 minuti. La storia racconta dei difficili rapporti che intercorrono tra Riccardo, il re deforme che nessuno ama, ripudiato anche dalla stessa madre, e i suoi numerosi fratelli, con le rispettive mogli e figli. La scena si svolge tutta all’interno di un grosso cilindro semiaperto, che ruota e cambia l’arredamento quando si cambia l’atto: di sottofondo le musiche di Ennio Morricone, che aggiungono quel tono drammatico, cupo e inquietante, ma che sono così potenti da mettere in secondo piano (ogni tanto) le vicende dei personaggi. Presenti 18 personaggi, ma è Riccardo (Massimo Ranieri) che catalizza l’attenzione del pubblico: inasprito e incattivito dalle maldicenze e soprusi altrui, passa e calpesta realmente tutti e tutto pur di ottenere ciò che desidera. Nonostante questo, affascina e fa sì che anche il pubblico faccia il tifo per lui. Perché ha potere, e si sa, l’uomo che ha potere e che lo ha ottenuto solo ed esclusivamente tramite mezzi illegittimi, macchiandosi le mani di sangue, affascina e affascinerà sempre. Un po’ come Frank Underwood (Kevin Spacey) riesce a fare nella ormai famosa serie televisiva House Of Cards – Intrighi di potere. Rivoltante e cattivo, volgare e subdolo, ma dannatamente affascinante: non per nulla il regista stesso Beau Willimon ha affermato di essersi liberamente ispirato a questa tragedia di Shakespeare per scrivere la trama del serial.

Personaggi vestiti come negli anni ’50, con smoking e papillon, donne vestite come nell’800, con vestiti lunghi e pomposi: un’unione di stili diversi, che funzionano bene insieme. I lunghi mantelli e la corona richiamano la classicità dell’opera, senza però sovrastarla e lasciando ampio spazio a questa rivisitazione moderna, dove Massimo Ranieri dimostra di essere assai convincente sia nelle vesti di attore principale che in quelle di regista.

Rebecca Cauda

25 febbraio 2015

 

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