“Donna non rieducabile”, un memorandum teatrale su Anna Politkovskaja

“Donna non rieducabile”, un memorandum teatrale su Anna Politkovskaja

locandina._Il 13, 14 e 15 febbraio la regista Elena Arvigo porta in scena al teatro Brancaccino di Roma “Donna non rieducabile”, un memorandum teatrale su Anna Politkovskaja, un monologo di forte attualità nato dalla penna di Stefano Massini.

“Donna non rieducabile ” è un memorandum immaginario ispirato ai reportage di Anna Politkovskaja, giornalista russa nota per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sue critiche  al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, assassinata il 7 ottobre 2006 nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando.  L’inchiesta sulla sua morte ad oggi è ancora aperta.

Stefano Massini drammaturgo fiorentino molto apprezzato sia in Italia che all’estero ha adattato in forma teatrale brani autobiografici ed articoli di Anna Politkovskaja dando vita ad una serie di istantanee, un album di immagini, che lo stesso autore definisce “quadri”, che propongono esperienze, situazioni, atmosfere e stati d’animo che accompagnano il pubblico in un viaggio nelle terre russe e cecene attraverso gli occhi di Anna Politkovskaja.

A dar voce alla giornalista russa è qui Elena Arvigo interprete intensa e poliedrica, divisa da sempre tra teatro, cinema e televisione, che ha scelto di portare in scena un testo in grado di stimolare il pubblico e farlo riflettere sul tema della libertà di stampa e la responsabilità del sapere che la Politkovskaja incarnava nel suo modo di fare giornalismo. Con questa anteprima di “Donna non rieducabile” la Arvigo inaugura  un ciclo di monografie sulle donne che proporrà nel corso del 2015 e che proseguirà con “Etty Hillesum”, monologo dedicato alla scrittrice olandese di origine ebrea vittima della Shoah, in scena sempre a Roma nel mese di marzo a Scena Sensibile, rassegna del Teatro Argot.

«Appena ho letto “Donna non rieducabile”  mi è sembrato subito evidente  che non si trattava  di  un testo  semplicemente da “mettere in scena” ma piuttosto di  un “progetto di studio “, un cammino per cercare di rimanere fedeli allo spirito sia di Anna P. sia di Stefano Massini che  ha scritto il testo ispirandosi a questi “appunti disordinati ai margini della vita in Russia “.  Ho iniziato dunque raccogliendo quanto più materiale possibile su Anna P. e sugli argomenti di cui si occupava per cercare di capire meglio, di andare a toccare con mano, vedere – Ed è proprio questo progetto di studio che mi piacerebbe portare  in scena, non “commuovere” ma “muovere” e stimolare nello spettatore la sua responsabilità di testimone , stimolare  la curiosità, la necessità di informarsi, di non fermarsi, di non avere “pregiudizi” ma andare a toccare con mano e cercare le proprie domande prima di abbandonarsi alle facili soluzioni e risposte che ci vengono date» afferma la regista Elena Arvigo. «E’ davvero un cammino ed è una goccia nell’oceano che diventa una riflessione assieme e con il pubblico sulla libertà di stampa, sul mestiere di giornalista, sulla responsabilità di sapere e continuare a farsi domande».

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«Ho scritto Donna non rieducabile” adattando in forma teatrale brani autobiografici ed articoli di Anna Politkovskaja. La mia idea era trasformare drammaturgicamente questi materiali lavorando sullo scatto d’istantanea, ovvero sulla sequenza immediata, sul flash che coglie un dettaglio e dalla somma di dettagli ricava l’insieme. Non ho voluto raccontare la ‘storia di Anna’: non mi interessava. E neppure mi interessava farla raccontare ad altri personaggi eventuali. Il mio unico obiettivo era restituire dignità teatrale ad una sensazione che mi aveva colpito nel primo avvicinamento ai testi della Politkovskaja: la loro feroce immediatezza. La loro portata fotografica. Ho tentato così di costruire un album di immagini, una carrellata di esperienze in presa diretta, una galleria di zoom su precise situazioni, atmosfere, solo talvolta stati d’animo. Ne è nato un collage di quasi 20 quadri. Ogni volta che il quadro inizia il pubblico non sa niente: viene brutalmente scaraventato dalle parole in un determinato contesto che non conosce e che sta a lui ricostruire dai particolari. È come se per 20 volte gli occhi si riaprissero e si richiudessero su temi e luoghi diversi, sempre da intuire. Direi che non si tratta di un testo “su Anna Politkovskaja”, bensì un viaggio “negli occhi di Anna Politkovskaja”. Visione in soggettiva degli abissi russo-ceceni» dice in una nota Stefano Massini.

Informazioni:

Repliche: 13e 14 febbraio ore 21,30; 15 febbraio ore 17,30.

Biglietto 15 euro.

Teatro Brancaccino – Via Mecenate 2, Roma – Tel. 06.80687231

Eleonora La Rocca

12 febbraio 2015

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