Il “Don Giovanni” di Alessandro Preziosi trionfa al Nuovo di Milano

Il “Don Giovanni” di Alessandro Preziosi trionfa al Nuovo di Milano

locandina-Don-Giovanni E’ in scena al Teatro Nuovo di Milano una originale versione del mito di Don Giovanni, che ha debuttato il 4 febbraio scorso in un teatro gremito fin all’inverosimile, raccogliendo gli applausi del pubblico anche a scena aperta, per poi arrivare al tripudio finale decretato da un pubblico prevalentemente di donne, ben superiore alla media degli altri spettacoli e, in questo caso si deve ben dire sedotte dall’ammaliatore personaggio, interpretato da un altrettanto seduttore Alessandro Preziosi, che in quest’opera assume la triplice veste di interprete, regista e produttore.

Le rappresentazioni teatrali dell’opera di Molière, sono state innumerevoli e da sempre hanno fatto la fortuna di questo personaggio, grazie alla profonda sagacia dell’opera letteraria che si ispira alla ben più vecchia opera teatrale il “Burlador de Sevilla., conosciuta anche come “L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra”, attribuita a Tirso de Molina e risalente al 1630.

In quel preciso e particolare periodo storico aveva avuto il compito di veicolare un messaggio forte attraverso quel personaggio che rappresentava il prototipo dell’eretico e blasfemo. Ma ancora oggi può avere le stesse valenze.

Fu solo in seguito che la Commedia dell’Arte italiana lo incluse nel suo repertorio evidenziando e risaltando gli aspetti più comici di tutta la vicenda, che Molière, trae da fonti italiane e rielabora per ricavare il suo “Don Giovanni”. Egli, da come lo descrive il suo autore, è un personaggio cinico, dissacrante, fuori da ogni convenzione sociale e pronto a burlarsi anche dei principi religiosi.

dongiovanni-scenaL’odierna riscrittura del Don Giovanni, nella traduzione e adattamento di Tommasi Mattei per Khora.Teatro, ha indubbiamente rispettato il testo originale sapendo risaltare i toni drammatici, ben bilanciandoli con quelli comici, che ha fatto si che venisse rivalutato al massimo la forza drammaturgica dell’opera sottolineandone la tragicità della vicenda in cui è calato il personaggio, da sempre mito di quelllo che è dell’individualismo spinto fino all’estremo, ma spingendo in maniera ottimale le leve comiche, per rendere più leggero e meglio incontrare il favore del pubblico, che diversamente potrebbe annoiarsi in questa rappresentazione di un’ambientazione seicentesca, dalla recitazione lenta per i ritmi teatrali a cui siamo abituati normalmente, ma che ritroviamo in altri testi classici come Amleto di Shakespeare.

Il Don Giovanni di Moliere non è solo lo “sciupafemmine” pieno del suo ego, ma anche un dominatore della volontà di chi lo circonda, che vuole a affermare se stesso vivendo in un continuo conflitto interiore oppresso dal timore di fallimento, che lo spinge ad una continua autoaffermazione, che lo porta a percepire perfino la paura di svelare la maschera dell’ipocrisia che lo domina.

In qualche maniera rappresenta l’ipocrita moderno che vive e costruisce dei rapporti basati sul cinismo e la seduzione al solo fine di autoaffermare il sé. Un chiaro esempio ci viene da un triste e drammatico fatto di cronaca di questi giorni in cui è rimasto vittima un giovane sfigurato dall’acido per aver subito l’aggressione, nata all’interno di un rapporto malato di una giovane coppia, attualmente agli arresti.

Dunque il Don Giovanni ancora come personaggio straordinariamente contemporaneo, che è capace di dare ancora oggi una chiave di lettura moderna del testo classico, ben descrivendo il relativismo dell’attuale società in cui domina la cultura dell’immagine e dell’esaltazione del proprio io senza regole e valori, che non si fa scrupoli di usare il fascino della seduzione come strumento di sopraffazione.

alessandro PreziosiIl Don Giovanni, interpretato da Alessandro Preziosi è sicuramente un’opera da vedere sia per una comparazione con il testo classico che per meglio comprendere la capacità interpretativa di Preziosi, che oltre a tutti quelli che possono essere stati i suoi successi teatrali, televisivi e cinematografici, con questo personaggio raccoglie la sfida di portare sul palco un non facile prototipo di seduttore dedito all’inganno, spinto da un desiderio inesauribile di conquistare le donne che poi diventano sue vittime.

Sul palco oltre ad Alessandro Preziosi (Don Giovanni), Nando Paone nei panni di Sganarello, interperpretato superbamente, e Lucrezia Guidone (Donna Elvira), Barbara Giordano (Carlotta). Roberto Manzi (Don Alonso), Daniele Paoloni (Francisco), Daniela Vitale (Maturina e Matteo Guma (Ragotin).

Agli attori si aggiunge uno staff di tecnici, tra cui risalta il nome dell’indiscusso Valerio Tiberi, che cura il progetto luci e Andrea Farri che invece cura le musiche originali. Tutti, attori e tecnici, di comprovata esperienza, che rendono lo spettacolo indubbiamente all’altezza di essere apprezzato dal pubblico, quanto dalla critica e fanno di questo adattamento teatrale un’opera che può stare in scena non solo sui palchi italiani ma anche su quelli europei e nell’approssimarsi dell’Espo 2015 potrebbe rappresentare una risorsa per veicolare il messaggio universale di questi personaggi, attraverso il Teatro, che da sempre ha il compito di fare cultura.

Ci si può risparmiare di esporre la trama dell’opera essendo talmente nota che risulterebbe ripetitivo voler a tutti i costi presentare questo perverso personaggio.

Il Don Giovani rimane in scena fino al 15 febbraio sul palco del taatro Nuovo di Milano per poi raggiungere il teatro Comunale di Imola (dal 17 al 22 febbraio), poi Bergamo – Teatro Donizzetti (dal 24 febbraio al 1° marzo). Dopo farà tappa in diverse città italiane, piccole e grandi, per concludersi il 31 marzo all’auditorium GDF dell’Aquila.
Tutte le date  del tour invernale del Don Giovanni su www.dongiovannitour.it

Sebastiano Di Mauro
6 febbraio 2015

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