Al Teatro Vascello di Roma una nuova rappresentazione de “Il Gabbiano” di Cechov

Al Teatro Vascello di Roma una nuova rappresentazione de “Il Gabbiano” di Cechov

 Il Gabbiano 13-25 gennaio 2015 Teatro Vascello

In collaborazione con “Compagnia Lafabbrica” e prodotto da “La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello”, torna sul palcoscenico del Teatro Vascello una delle opere più rappresentate di Cechov. Per la regia di Fabiana Iacozzilli e con Simone BarracoJacopo Maria Bicocchi, Elisa BongiovanniLuigi di Pietro, Francesca Farcomeni, Guglielmo Guidi, Anna Mallamaci, Ramona NardòBenjamin Stender e Paolo Zuccari, “Il Gabbiano” di Cechov resterà al Vascello di Roma dal 13 al 25 gennaio, dal martedì al sabato alle ore 21.00 e in pomeridiana (h 18.00) di domenica.

La trama è più che nota. Il dramma, che si svolge in una tenuta estiva situata in riva ad un lago, vede protagonista della vicenda Kostya, figlio della famosa attrice Arkadina, appena giunta nella tenuta con il suo amante, Trigorin, un noto romanziere, per una breve vacanza. Kostya, che è innamorato di Nina e da sempre sogna il teatro e la gloria, decide di scrivere drammi allo scopo di attirarsi le sue grazie e diventare famoso come scrittore. Quando prova a rappresentare una sua opera, però, sua madre fa fallire la rappresentazione, trovandola ridicola e incomprensibile. Testimone di questo fallimento, Nina si allontana da Kostya e si infatua di Trigorin, che seguirà a Mosca. Diventata attrice, conoscerà tuttavia amarezze e delusioni. Abbandonata da Trigorin, continuerà a rifiutarsi a Kostya, che finirà per suicidarsi.

Si è soliti affermare che questo dramma, scritto in quattro atti nel 1895 da Anton  Pavlovič Čechov, abbia una forte relazione intertestuale con l’Amleto di Shakespeare. Arkadina e Trepliov citano versi dell’Amleto prima del “teatro nel teatro” nel primo atto (l’artificio stesso del “teatro nel teatro” è usato anche nell’Amleto) e si ritiene ci siano molte allusioni a dettagli del canovaccio shakespeariano. Per esempio, Trepliov cerca di salvare sua madre dal vecchio Trigorin proprio come Amleto cerca di salvare la regina Gertrude da suo zio Claudio.

«Il percorso di Kostya è l’avvincente storia di un fallimento, un fallimento artistico ed umano. Tutto ha inizio con l’interruzione del suo spettacolo, momento in cui, in un solo istante, scivola nel vuoto della solitudine e tutti lo abbandonano proprio come accade nella vita. La sua solitudine, da questo momento in poi, è di struggente bellezza ed il suo continuo dialogo con la vita e con la morte, alla ricerca di un senso, è raggelante. Non sa come andare avanti, per continuare a vivere vorrebbe uccidere l’amore che prova per Nina ed invece finisce per “baciare la terra dove ha camminato la sua amata”. È completamente vinto dalle passioni, odia quello che scrive e si uccide perché sa di non aver raggiunto nulla nella vita: essere uno scrittore geniale ed avere accanto a sé l’amore della madre e di Nina. E noi lo capiamo, lo capiamo profondamente, perché in fondo non è proprio l’amore l’unica cosa al mondo per cui valga la pena di vivere? » afferma la regista in una nota. Con la collaborazione artistica di Matteo Latino e l’assistenza in regia di Marta Meneghetti, le scene sono di Matteo Zenardi, il disegno luci di Hossein Taheri, i costumi di Gianmaria Sposito.

Informazioni:

Prezzi: Biglietto studente € 15,00 euro posto unico – 10 euro solo per gruppi di almeno 10 persone

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

Quartiere Monteverde Roma

www.teatrovascello.it

Come raggiungere il teatro: Il Teatro Vascello si trova in Via Giacinto Carini 78 a Monteverde Vecchio a Roma sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo.

Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

 

Eleonora La Rocca

13 gennaio 2015

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