“Verso Occidente, l’impero dirige il suo corso”, visione e consumismo al Teatro Piccolo Bellini

“Verso Occidente, l’impero dirige il suo corso”, visione e consumismo al Teatro Piccolo Bellini

Verso-occidente-l'impero-dirige-il-suo-corso“Verso Occidente l’impero dirige il suo corso” è il ritratto di un’epoca in bilico fra sfinimento e saturazione, fra input troppo banali da elaborare e input troppo intensi da sopportare”. È una critica alle insidie della cultura dei media e della pubblicità e alle degenerazioni della letteratura postmoderna.

È il dipinto a tinte brillanti delle inquietudini contemporanee: la paura della solitudine, il moltiplicarsi delle fobie, il rapporto con il proprio corpo in relazione ai modelli proposti, la portata politica del sistema televisivo, le deformazioni del consumismo.

Questa introduzione che accompagna, la prima italiana dell’opera di David Foster Wallace, portata in scena dalla compagnia BluTeatro, al Teatro Piccolo Bellini di Napoli. In scena, Valeria Almerighi, Viviana Altieri, Luca Bargagna, Vincenzo D’Amato, Luca Mascolo, Massimo Odierna, Sara Putignano, diretti da Luca Bargagna, sono i sei personaggi protagonisti, ognuno a suo modo, della stessa storia. Il capo di una grande agenzia pubblicitaria, un clown scontroso che profuma di cannabis, una poetessa postmoderna, un giovane arciere malato di timidezza, un aspirante attore claustrofobico, una bella hostess che forse non è quello che sembra – il cui comune scopo è raggiungere una cittadina dell’Illinois, per radunarsi con gli altri quarantaquattromila attori, attrici, burattinai, clown disoccupati che siano mai comparsi in uno spot di McDonald’s. Una riunione dove migliaia di persone si conosceranno e mangeranno all’insegna del consumismo, sotto gli obiettivi delle telecamere. Critica, visione, condanna, il consumismo e le sue ricette, le formule, le dolci melodie capaci di attirare miliardi di bianchi topini, pronti alla “tinteggiatura”.

L’opera interroga, pretende riflessioni, spesso accompagna il pubblico in un illusorio smarrimento, frastornando l’attenzione di contorti monologhi, che smarriscono e sposatano l’attenzione dalla scia principale, che a tratti emerge, per poi smarrirsi ancora. Bargagna muove a suo piacimento attenzione e personaggi, verso un finale inatteso, incompreso, magari autentico.

Poalo Marsico
20 ottobre 2015

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