Simone Cristicchi inaugura la stagione del Teatro Bellini di Napoli con “Magazzino 18”

Simone Cristicchi inaugura la stagione del Teatro Bellini di Napoli con “Magazzino 18”

Simone-Cristicchi---Magazzino-18In scena, tutto è buio, dal fondo del palco, un contributo video mostra l’archivista Persichetti al suo arrivo a Trieste, la sua destinazione è il magazzino 18, un posto, dove tutto tace, e tutto grida. Simone Cristicchi entra in scena, e da quel momento, attraverso le vicende, le visioni, i dubbi dell’inconsapevole Persichetti, una fitta trama, di errori, di orrori, di silenzi avvolgerà ogni cosa, offrendo, al pubblico, in sala, uno squarcio di storia recente , troppe poche volte raccontata, troppo spesso nascosta, mai, o quasi mai realmente compresa. “Magazzino 18”, di Simone Cristicchi e diretto da Antonio Calenda (in scena fino al prossimo 26 Ottobre) da il via alla nuova stagione del Teatro Bellini di Napoli. Poetico, irriverente, spesso finemente ironico, Cristicchi abbraccia con il suo racconto la lenta, indotta, incessante agonia di una regione, la penisola istriana, al centro di continue dispute tra Italia e Jugoslavia, e mai del tutto artefice dei propri giorni, vittima riccorrente di torti, abusi, vendette. Il magazzino 18, è il luogo, o forse, non luogo, di Trieste, dove ogni cosa, di chi ad un certo punto della storia, ha deciso, volontarmante o meno di lasciare la propria terra natia, è rimasta custodita, e dove da allora, ognuno di questi oggetti giace, perchè mai, o quasi mai nessuno, da quel momento, è giunto li a recramarli. Mobili, oggetti, pezzi di vita, di giorni, di infanzia, “pargheggiati” li perchè impossibili da custodire ancora, in viaggio, verso l’Italia, verso la speranza di un futuro quantomeno dignitoso, via dalla persecuzione, dal marchio, figlio di un ventennio abominevole, dalla morte. “Sono sempre partito da grandi silenzi – aveva dichiarato Cristicchi – quelli del manicomio, delle miniere, delle guerre mondiali. Dal giorno in cui, due anni fa, attraversai il vecchio portone del Magazzino 18, sono stato ossessionato dal silenzio imbarazzante che respirai lì dentro, tra le masserizie degli esuli in fuga dalla Jugoslavia dal 1947. L’esodo di italiani cancellati dalla storia – continua – o la vicenda pressoché sconosciuta dei cosiddetti “rimasti”, che fecero la scelta opposta. La guerra di invasione voluta dal fascismo – conclude – poi, le foibe e la strage di Vergarolla, la più grave mai accaduta in Italia”.

Magazzino 18” è di quegli eventi che fanno del teatro, perla tra tutte le arti. Incanta, informa, stimola il pensiero, destabilizza posizioni, aiuta a crescere. Simone Cristicchi, accarezza il pubblico con la sua rabbia, ed alla fine solo applausi e tanta riconoscenza.

Paolo Marsico
27 ottobre 2014

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