Mariello Prapapappo e Chicco D’Oliva da Colorado al Teatro Olimpico. Un’intervista a Gianluca Impastato

Mariello Prapapappo e Chicco D’Oliva da Colorado al Teatro Olimpico. Un’intervista a Gianluca Impastato

ColoradoLa nostra redazione ha incontrato Gianluca Impastato, diventato famoso con la trasmissione Colorado in onda su Italia1 e autore di personaggi come Mariello Prapapappo e Chicco D’Oliva. Al momento sarà impegnato al Teatro Olimpico di Roma fino al 5 ottobre con lo spettacolo “I comici di Colorado”, che vedrà sul palco Alberto Farina, Raffaele D’Ambrosio, il duo comico dei PanPers e anche altri divertenti ospiti a sorpresa. Un’occasione imperdibile per i tanti appassionati di Colorado, che non mancherà di coinvolgere il pubblico con sketch vecchi e nuovi.

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Gianluca Impastato a poche ore dall’inizio della prima e rivolgergli alcune domande.

Gianluca, ti sei fatto conoscere con Colorado e ora sei a Roma con uno spettacolo al Teatro Olimpico. Quali sono per te le differenze tra set televisivo e spettacolo teatrale?
Lo spettacolo dal vivo ha ritmi diversi rispetto a quello televisivo. Facendo un esempio, la televisione è come le qualifiche di un Gran Premio, devi essere veloce sul giro singolo. Ed è molto importante cercare di trasmettere quello che sei direttamente, ed essere in grado di suscitare subito empatia con il pubblico, avendo solo cinque minuti a disposizione. Lo spettacolo dal vivo è invece il Gran Premio stesso, dove si deve gestire un tempo maggiore.

 In quale di questi due contesti ti senti di più a tuo agio?
Sicuramente con la televisione, perché “sono nato” lì con il gruppo dei Turbolenti. Da solista ho sempre avuto maggior riscontro a livello televisivo, quando non avevo uno spettacolo intero da gestire. Ma dopo qualche anno che lavoro per conto mio comincio a sentirmi a mio agio anche sulle lunghe distanze.

Ma passiamo ai tuoi personaggi. Come sei arrivato ad invertarli? Quali sono le esperienze personali che ne sono alla base?
Tutti i miei personaggi hanno a che fare in qualche modo con l’attualità, con la realtà o i trend del momento. Quando è nato Chicco D’Oliva era un periodo in cui andava di moda tutto quello che girava intorno alla realtà del vino: molti si cominciavano ad interessare a questo ambito, e molto di più rispetto a prima. Ma per l’invenzione di questo personaggio devo anche ringraziare la mia passione per il vino, che mi ha dato lo spunto per prendere in giro questo mondo.
Mentre Mariello nasce con il mio interesse per la storia. Anche lì c’erano delle trasmissioni televisive che andavano alla scoperta di un mistero che alla fine della trasmissione rimaneva puntualemente tale. Queste mi hanno aiutato a rappresentare e a definire meglio il personaggio di Mariello Prapapappo.

Quanto c’è di tuo nei personaggi che metti in scena?
C’è tutto di mio. Nel senso che tutti i miei personaggi partono da una mia interpretazione personale, che però ha alla base una conoscenza del contesto da cui sorgono. Ma ovviamente ci sono anche molti altri personaggi che non sono arrivati alla ribalta televisiva, ma che hanno un po’ più di me rispetto a quelli per cui sono conosciuto al momento.

Quindi i tuoi personaggi sono un po’ all’incontro tra la realtà, l’ambiente che hai intorno e la tua personalità.
Esatto. Come vale un po’ tutte le cose. Ma a me piace sempre avere un riferimento reale. Diciamo che per Mariello c’è una dose più massiccia di fantasia, perché è un personaggio che non ha una corrispondenza diretta nella realtà. Chicco invece ha un riferimeto, una rappresentanza tangibile.

 I tuoi personaggi sono mai arrivati ad interferire con la tua vita privata? Qualcuno ti ha mai riconosciuto prima come Mariello o Chicco che come Gianluca Impastato?
Mi è capitato molte volte. Per strada mi chiamano Chicco, o qui a Roma spesso “A Mariè!”. Molti non sanno neanche come mi chiamo. E magari quando entri in un ristorante chi ti riconosce cerca di vedere se effettivamente bevo il vino con il naso, come fa Chicco D’Oliva. Sempre a proposito di questo personaggio, è successo che quando Chicco ha avuto un po’ più di risonanza qualcuno se ne risentì, anche perché i sommelier non erano ancora mai stati oggetto di satira. Uno di questi tra l’altro è diventato un mio carissimo amico e ha scritto la postfazione del mio libro pubblicato quattro anni fa [“he tracannata signori!”, edito dalla Nobeer] e che raccoglie 10 anni di sketch.

 Come è la collaborazione con gli altri comici di Colorado?
Sono contento di condividere il palco prestigioso del Teatro Olimpico con loro, perché sono miei amici e ragazzi di grande talento. Loro sono un po’ la memoria storica di Colorado, che comunque rimane una costante per i miei progetti futuri.

 

 a cura di Daniele Di Giovenale
1 ottobre 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook