Per il festival ‘Teatri di Vetro’ debutta al Vascello “L’Uomo nel diluvio”

Per il festival ‘Teatri di Vetro’ debutta al Vascello “L’Uomo nel diluvio”

Luomo-nel-diluvio-teatri-di-vetro-Di questo spettacolo è già stato detto molto. “Intenso, l’eco del diluvio è dilagata in noi con il suo fragore incontenibile di ansia per il futuro. Tutti siamo ‘L’uomo nel diluvio’, tutti ci emozioniamo con lui”, afferma Graziano Graziani direttamente da ‘I quaderni del teatro di Roma’.

“Un piccolo capolavoro. Un ‘one emigrant show’ duro, ironico e schietto che ci restituisce ciò che di più importante la crisi ci ha portato via, l’umanità” dice Matteo Brighente di Pane Acqua Culture. “A teatro, dove tutto è stato già fatto, visto ed applaudito, dove nulla s’inventa e non sempre tutto funziona, può capitare di imbattersi in costruzioni di immagini e parole che riempiono gli occhi riempiendosi di contenuti. L’epilogo è un diluvio di applausi” conferma Michele Di Donato del Pickwick.

“L’Uomo nel diluvio” rientra nell’8° edizione di ‘Teatri di Vetro’, il festival delle arti sceniche contemporanee che, dal 15 al 23 settembre 2014, porta in scena teatro, danza, arte performativa, musica, processi di ricerca e definisce il proprio territorio estetico come un paesaggio in cui convivono una pluralità di linguaggi e formati. Dallo spazio teatrale del Vascello all’ultimo pascolo metropolitano di Monte Cucco al Trullo, ‘Teatri di Vetro’ risponde alla multiforme creazione contemporanea e alla sua necessità di abitare i luoghi, creando un contesto sensibile, plurale e diffuso capace di coinvolgere la comunità artistica e cittadina.L'uomo-nel-diluvio-Courtesy-Flavio-Boretti

Lo spettacolo nasce da un’urgenza e proprio su questa si confronta con lo spettatore. È un’urgenza generazionale quella di cui parla il regista, un’urgenza della società e del paese in cui ci hanno costretto a vivere, in un momento in cui la parola emigrazione è sempre più tragica e reale. Con una narrazione originale, percorrendo la linea sottile che separa la verità della persona e quella del personaggio, lo spettacolo inscena una storia individuale che diventa collettiva, per una necessità condivisa di speranze, di possibilità da realizzare.

«Siamo arrivati alla sintesi di un linguaggio che è a sua volta sintesi di due storie diverse. Simone Amendola, uno sguardo affinato nel cinema documentario, costruisce narrazioni partendo dalle vite reali. Valerio Malorni, un corpo a corpo col pubblico in ogni luogo, trasforma ogni luogo in teatro.

Il progetto nasce dall’incontro con un’immagine in un libro per bambini. Vi è raffigurata la moglie del patriarca di fronte alla porta di casa, nell’atto di mangiarsi le unghie. Il marito, impegnato nella costruzione dell’arca, le ha chiesto di scegliere ciò che intende salvare dal diluvio, ma lei, di fronte all’uscio di casa, non entra, indugia» dicono gli autori e registi Simone Amendola e Valerio Malorni.

Dopo la vittoria del Premio In-Box ‘per le eccellenze della scena contemporanea’, lo spettacolo inaugura a Roma una stagione che lo vedrà in giro per l’Italia fino a maggio 2015, ospite di alcune tra le più prestigiose realtà del paese. A luglio 2013 il primo studio di 20′ dello spettacolo ha esordito al Festival di Santarcangelo, tra i 10 finalisti del Premio Scenario (selezionati su circa 200 spettacoli).

Il 30 maggio 2014, a Firenze, lo spettacolo definitivo ha vinto (su 320 spettacoli) il Premio In-Box, importante riconoscimento finalizzato al sostegno distributivo delle eccellenze teatrali.

Nella Stagione 2014/2015 lo spettacolo sarà in alcune tra le più prestigiose realtà nazionali per il teatro di qualità.

INFO e CONTATTI
www.bluedesk.it

 

Eleonora La Rocca
17 settembre 2014

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