Al Silvano Toti Globe Theatre in scena Pene d’amor perdute

Al Silvano Toti Globe Theatre in scena Pene d’amor perdute

pene-damore-perduteIn pene d’amor perdute, in scena al Globe theatre dall’11 al 18 settembre, si confrontano due mondi e due modi di concepire il tempo e le realtà opposti, come spesso conflittuale è il rapporto tra i due sessi. Da un lato la corte del re di Navarra: il sovrano Ferdinando e suoi tre leali compagni, Boyet, Longaville e Dumaine, sfidano la morte e l’oblio ricercando l’eternità, affinché la loro fama vinca la nera falciatrice e la gloria ottenuta in vita risuoni per sempre, incisa sui loro sepolcri mortali. I quattro decidono che, per trionfare lo scorrere delle stagioni e vincere il ticchettio ammonitore del tempo, l’extrema ratio sia l’abbandono dei piaceri terreni e il conseguimento della vita ascetica, dedicata per tre anni al raggiungimento delle alte verità attraverso la ricerca e lo studio.

Dall’altro lato della barricata amorosa, a minare nelle fondamenta questo castello di speculazione teorica, la principessa di Francia e il suo seguito di dame: Maria, Rosalina e Caterina. Le bellissime giovani conquisteranno subito i cuori degli impegnati intellettuali, facendoli ben presto desistere dai loro rigidi propositi. La commedia, per la regia di Alvaro Piccardi, si snoda velocemente tra giochi di parole, rapidi scambi di battute e sperimentalismo linguistico, con una divertente commistione di dialetti regionali. I costumi, opera di Giovanna Arena, e il linguaggio ,in parte attualizzato, trasportano cronologicamente lo spettatore dalla guerra dei cent’anni all’età contemporanea, con i giovani asceti nelle vesti di ricchi rampolli e le belle dame in abiti dell’alta borghesia degli anni 50-60.Naturalmente non mancano i temi ricorrenti del teatro di Shakespeare come il topos del ballo in maschera ,delle incomprensioni d’amore tipiche della commedia degli equivoci o lo spettacolo, come divertenti matrioske, all’interno dello spettacolo stesso. Particolarmente convincente e di grande intelligenza attoriale la prova di Fabrizio Milano nei panni dell’arguto e ironico Boyet.

Damiano Rossi (Roma)
16 settembre 2014

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