Dipartita Finale al Franco Parenti, con lo straordinario quartetto Tedeschi-Pagliai-Branciaroli-Popolizio

Dipartita Finale al Franco Parenti, con lo straordinario quartetto Tedeschi-Pagliai-Branciaroli-Popolizio

francoparenti-dipartita-finaleFrancoParenti. – “Dipartita finale”: ed eccoli qui, tutti insieme, quattro grandi del teatro sul palco del Teatro Franco Parenti (fino al 25 luglio) i cui nomi appaiono in locandina in ordine anagrafico, dai magnifici 94 di Gianrico Tedeschi, ai 77 di Ugo Pagliai, i 66 di Franco Branciaroli , qui anche autore e regista, e infine, giovane del gruppo, Massimo Popolizio con i suoi 53 anni.

Tre strani figuri, Pol (Pagliai) Pot (Tedeschi) e l’immortale Supino (Popolizio), clown grotteschi ai margini della società, isolati in una baracca di lamiere e miseria in riva al fiume, mettono in scena un copione fisso, e al contempo spiazzante, di beckettiane discussioni sul filo di uno humor nero, sul significato ultimo dell’esistenza e della Morte (che ha il volto di un Branciaroli-Totò contemporaneo armato di falce che non vuole dar la morte per non morire anch’esso) e perciò della Vita.

Qui l’Attesa è quella della Fine: la Vecchiaia, vera protagonista dello spettacolo, con i suoi schemi ripetitivi, l’eterna domanda sull’uovo e la gallina, il fallimento della ragione che indaga per tentare di dare un senso, la rinuncia alla comprensione, accompagnano lo svolgersi del tempo che non scorre lieve, in un continuo corto circuito di intenzioni e canzoni che si chiudono sempre allo stesso modo.

Un canto del cigno che fatica a esprimersi in tutto il suo folgorante e potenziale balsamo che lenisce e accompagna verso la dipartita finale, dove sulla scacchiera i pochi pezzi rimasti sono sconfitti; Pol, cieco e ancora immobile a letto, incapace di dormire, e Pot , sua controparte in perenne movimento che si auto-avvita, ma solo apparentemente vitale mentre il Supino, finalmente in piedi, credendosi immortale (come quella strana voce registrata che pare venire dall’aldilà, dall’accento inconfondibile di un noto politico-imprenditore italiano anche lui convinto di essere immortale) sceglie la fuga, prima che tutto finisca.

Un gioco teatrale magistralmente condotto fino in fondo da attori che si divertono giocando con lo spettatore, inseguendo il grande Assente, quel Dio che ha abbandonato questi uomini che non muoiono più, in affidamento alla Scienza, con buona pace dell’Angoscia che trova terreno fertile per le sue insidie.

DIPARTITA FINALE
di Franco Branciaroli
con (in ordine anagrafico) Gianrico Tedeschi, Ugo Pagliai, Franco Branciaroli e Massimo Popolizio- Regia Franco Branciaroli. Assistente alla regia Francesco Traverso. Scene Margherita Palli. Assistente alle scene Arianna Beretta. Luci Gigi Saccomandi.
Produzione Teatro de Gli Incamminati, in collaborazione con La Versiliana Festival.  Regia Franco Branciaroli

Aglaia Zannetti
22 luglio 2014

 

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