Effetto Lucifero di Dario Merlini

Effetto Lucifero di Dario Merlini

effetto-luciferoLa compagnia Oyes è di nuovo protagonista al Teatro dei Filodrammatici di Milano con “Effetto Lucifero“. Lo spettacolo, tratto dall'”Esperimento Carcerario di Stanford”,  mostra come le persone si riducano in una condizione di prigionia emotiva che altera l’intelletto e conduce alla pazzia. Una vera prova di psicologia sociale.

Con la drammaturgia di Dario Merlini, la regia di Andrea Lapi, Dario Merlini e Umberto Terruso e con  Stefano Cordella, Daniele Crasti, Massimiliano Mastroeni, Dario Merlini, Dario Sansalone, Fabio Zulli, “Effetto Lucifero”, vuol essere uno spettacolo per riflettere su una realtà cruda.

Non esistono persone cattive ma è la cattiveria che riesce ad impossessarsi di loro in determinate situazioni. E’ l’effetto Lucifero che si impossessa del loro animo senza lasciar spazio alla ragione e alla riflessione. Gesti impulsivi, folli, esasperati, di chi non riesce a gestire uno spazio chiuso, come quello di una stanza nella quale diventa assai difficile conformare un gruppo di sconosciuti.

Si tratta di sei uomini che trovano rifugio in una casa nella quale ogni “prigioniero” possiede una scatola che contiene una tuta. I protagonisti devono necessariamente indossarla, nessuno potrà opporsi.  Solo tre tute sono munite di una chiave. I carcerati son  costretti a dividersi così in due fazioni: gli uomini “senza chiave”, che per puro caso e fatalità diventano vittime e gli uomini in possesso di un potere conferitogli da un padrone sconosciuto.  Improvvisamente tra il gruppo cresce un clima di terrore, di ansia, di ambiguità e di incapacità di gestire gli impulsi.  Una vera e propria scissione tra buoni e cattivi, tra il bene e male. I cattivi sono pronti a difendere il loro territorio torturando i buoni a tal punto da renderli ridicoli.

Gli ex allievi dell’Accademia dei filodrammatici interpretano i ruoli con grande professionalità e bravura.  Incentrato sull’espressione corporea dei protagonisti, lo spettacolo cattura l’attenzione del pubblico,  aprendo allo spettatore spunti di riflessione su quelle che sono nella realtà le proprie scelte, di cui spesso si è protagonisti involontari.

Francesca Febbo
27 maggio 2014

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