Simone Cristicchi in “Mio Nonno è morto in guerra” è un trionfo al Teatro Menotti di Milano

Simone Cristicchi in “Mio Nonno è morto in guerra” è un trionfo al Teatro Menotti di Milano

E’ tornato dopo un periodo di assenza dai palcoscenici milanesi l’artista cantautore Simone Cristicchi (Vincitore del Festival di Sanremo 2007 con il brano “Ti regalerò una rosa” ) per sole ben due date al Teatro Menotti di Milano il 14 e 15 aprile 2014 con lo spettacolo “Mio nonno è morto in guerra” tratto dall’omonimo libro di cui è anche autore.

L’artista si è sempre distinto per la sua capacità di raccontare la società e con i suoi testi chiari, pungenti riesce sempre a colpire nel segno, il pubblico ricorda prevalentemente la sua carriera musicale ma il cantautore-scrittore è molto presente anche in campo teatrale e da anni infatti porta in scena diversi spettacoli di carattere sociale.

“Mio nonno è morto in guerra” di e con Simone Cristicchi, è un mosaico di memorie della Seconda Guerra Mondiale raccontate attraverso l’uso di videoproiezioni e di clip dove i protagonisti sono piccoli eroi quotidiani che attraverso i loro gesti hanno lasciato un segno nella storia della guerra.

Un racconto tra teatro e canzone, all’interno presenti brani di De Gregori, Fossati, Vian ma anche canti alpini riadattati per voce e pianoforte, elemento che arricchisce la messa in scena rendendola più fluida.

Il teatro di Cristicchi è un teatro civile che descrive la Seconda Guerra Mondiale nella maniera più completa possibile, partendo dall’esperienza personale propria con suo nonno Rinaldo Cristicchi, toccando altre figure che ancora adesso simboleggiano la ribellione e la forza di non cedere al potere.

L’attore affronta un monologo di circa un’ora e mezza intriso di emozioni e di momenti significativi per un periodo storico delicato ancora vivo nella mente di tutti, lo fa con una certa naturalezza spaziando dall’ironia al sarcasmo fino a all’amarezza, con maestria e rispetto si affaccia a questo tema dove scopriamo una capacità recitativa (ed anche di regia, lo spettacolo porta la sua firma) davvero da elogiare, il suo è un messaggio chiaro che arriva come lo sono i suoi testi ed in platea questo si percepisce.

I brani cantati quasi a mezzavoce dal cantante fanno da collegamento tra un pezzo e l’altro di storia, un eco di tutto ciò che è stato e che non si deve dimenticare.

Non si avvale di grandi mezzi per la scena, qualche sedia sparsa sul palco e ad accompagnarlo due grandi musicisti come Riccardo Ciaramellari alla fisarmonica e pianoforte, e Gabriele Ortenzi al theremin, strumenti giocattolo e sonorizzazioni.

Ogni parola scandisce importanti vicende che l’attore ha saputo ricollegare in maniera intelligente senza strafare in uno spettacolo raffinato certamente emozionante per il pubblico che ripaga con un pienone ed una trionfante standing ovation.

Lo spettacolo è stato in scena soltanto per due sere ma l’artista già promette altre 10 repliche l’anno prossimo al Teatro Carcano di Milano di un’altra sua produzione teatrale “Magazzino 18”, appuntamento da non perdere.

“Mio nonno muore ogni volta che un crimine resta impunito, ogni volta che un massacro di innocenti viene rimosso, ogni volta che qualcuno senza vergogna sputa sulla nostra Costituzione, Ogni volta che un bambino viene mutilato da una mina che non sia di matita. Ogni volta che il silenzio discende sulle masse che non sanno. Mio nonno muore ancora di più in questi tempi di finta pace.” Simone Cristicchi.

Paolo Marco Rimmaudo
18 aprile 2014

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