“Volo nove zero tre. Emil Za’topek”, conclude la sua corsa al Piccolo di Milano

“Volo nove zero tre. Emil Za’topek”, conclude la sua corsa al Piccolo di Milano

volo-nove-zero-tre-piccolo-milanoSi conclude domani al Piccolo Teatro Studio lo spettacolo sull’atleta cecoslovacco Emil Zátopek, che ai Giochi Olimpici di Helsinki del 1952, vince tre medaglie d’oro e consegue i record del mondo nelle 3 discipline, con il numero 903.

Una lezione-spettacolo dedicata agli studenti delle scuole superiori sulla relazione tra sport e politica, debuttato il 14 aprile dopo il successo dello scorso anno al Teatro Sociale di Como, che ha sostenuto dall’inizio il progetto partecipando alla sua realizzazione.

Prima delle repliche di martedì 15 e mercoledì 16 aprile, verrà presentata una lezione-spettacolo dedicata ad un pubblico di studenti delle scuole superiori sul tema della relazione tra sport e politica. Il testo della lezione-spettacolo è il risultato di un laboratorio che la compagnia ArteVOX ha realizzato con un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Milano con il sostegno del COSP (Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali e Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute).

In scena Stefano Annoni, veste i panni di Emil Zátopek, dando vita alla figura dell’atleta che sopravvive attraverso un uomo che corre, perfino quando tutto appare perduto. Nessuno stile, tutta forza, che attraversa la vita Emil, ripercorrendo la storia del suo Paese, la Cecoslovacchia, dal regime alla primavera di Praga, fino al suo declino.

Emil Zátopek, la locomotiva umana, più di ogni altra cosa amava correre e amava vincere e questo lo distingueva da tutti, ma nel suo Paese distinguersi era una cosa pericolosa che andava sorvegliata, tenuta sotto controllo. Vincere senza distinguersi per il bene della bandiera e dell’ideale socialista, questo si sarebbe voluto da lui, ma sarebbe stato come chiedere ad un uccello di volare, dopo avergli spezzato le ali.

Così il regime lo confina in Siberia, per 7 anni ai lavori forzati nelle miniere di Uranio, dopo che si era schierato con i rivoluzionari firmando il Manifesto delle Duemila Parole durante la Primavera di Praga nel 1968. Quando viene rimpatriato lo mettono a fare il netturbino e lui torna a vivere e, mentre passa i sacchi ai suoi compagni, tutti escono dalle case per vederlo correre dietro il camion della spazzatura.

Volo nove zero tre, come in una sorta di processo onirico, tenta di restituire questa paradossale contraddizione di un sistema coercitivo che vorrebbe rendere normale un uomo reso scomodo dal suo stesso talento e dalla sua passione per la corsa, per esaltarne solamente le sue doti sportive che tengono alta la bandiera, raccogliendo record e medaglie.

Lucia Arezzo
16 aprile 2014

INFO:
Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 – M2 Lanza),
dal 14 al 17 aprile 2014
Volo nove zero tre. Emil Zátopek: il viaggio di un atleta
progetto di Stefano Annoni da una suggestione di Renata Molinari
testo di Maddalena Mazzocut-Mis
con Stefano Annoni e Daniele Gaggianesi
regia Massimiliano Speziani
assistente alla regia Anna Maini
direttrice di produzione Marta Galli
Produzione ArteVOX e ASLICO, Teatro Sociale di Como
in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano
con il patrocinio del CONI LOMBARDIA e del CONI Comitato Provinciale di Como
Orari: lunedì 14, mercoledì 16 e giovedì 17 aprile ore 20.30; martedì 15 aprile ore 19.30 .
Durata: 60 minuti circa, senza intervallo.
Prezzi: platea 25 euro, balconata 22 euro.
Informazioni: Tel. 848800304 – www.piccoloteatro.org

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