“Gabriele D’Annunzio, tra amori e battaglie”, di Francesco Sala, al Teatro Mercadante di Napoli

“Gabriele D’Annunzio, tra amori e battaglie”, di Francesco Sala, al Teatro Mercadante di Napoli

Gabriele- DAnnunzio-tra amori-e-battaglie-Teatro- MercadanteLe storie, le idee, i tratti di una vita segnata dagli eccessi, e dalla ricerca, incessante della bellezza, in un ritratto autentico e spietato. “Gabriele D’Annunzio, tra amori e battaglie”, di Francesco Sala, andato in scena, nei giorni scorsi, al “Teatro Mercadante “ di Napoli, liberamente ispirato a “L’amante guerriero” di Giordano Bruno Guerri, è uno spettacolo spietato ed allegorico, ritratto estetico e materiale, dell’uomo che con le sue “parole”, le sue gesta, si proclama eroe indiscutibile, di un paese atrocemente allo sbando.

I primi amori, le passioni, le incantevoli dimore, il mito del “Vittoriale”, Francesco Sala, ricostruisce con minuziosa cura le dinamiche psicologiche che accompagnano il “Vate” lungo tutta la sua vita, grazie, inoltre, alla magistrale prova di Edoardo Sylos Labini, nel ruolo del poeta. L’ardito legame con la personale domestica, l’amore cercato e poi infranto con la duchessina Maria Hardouin, la passione, carnale ed artistica per Eleonora Duse, fino agli ultimi, decadenti giorni con la pianista Luisa Baccara. In scena, accanto ad Edoardo Sylos Labini, le bravissime Giorgia Sinicorni, Alice Viglioglia, Viola Pornaro, Silvia Siravo ed Evita Ciri.

Meravigliose le scena, in perfetta sintonia con gli incantevoli ambienti tanti cari al poeta. A dare il giusto “la” all’intero ambiente, inoltre, le musiche del dj Antonello Aprea, decennale collaboratore di Labini, in questa personalissima concezione artistica, che fonde il linguaggio di una consolle dj, con la storia e la letteratura del nostro paese.

Francesco Sala , offre al pubblico, un racconto intimo ed a tratti quasi misterioso del Vate, “perseguitato” dalla bruciante passione per la donna, e dal bisogno di assecondare i propri più celati desideri. Le imprese che ne sancirono il mito, Fiume ed il volo su Vienna, il pensiero politico, l’audacia irrinunciabile e quella velata, tenue debolezza, che sul finire lo consegnarono alla follia della tossicodipendenza. Capitolo conclusivo, di una vita al limite, tra glorie ed insapettate cadute, di un uomo che fu l’ispirazione di se stesso.

Paolo Marsico
14 aprile 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook