“Orlando-Orlando”, un sognatore in difesa dell’Arte

“Orlando-Orlando”, un sognatore in difesa dell’Arte

orlandoorlando-elfo-pucciniDebutto milanese per il monologo “Orlando-Orlando” al Teatro Elfo Puccini, monologo interpretato da Stefano Scandaletti, liberamente tratto da “Orlando” di Virginia Woolf.
“Orlando-Orlando” è di certo una storia d’amore, una storia di smarrimento, un viaggio attraverso il tempo, una febbrile ricerca interiore, un manifesto in difesa dell’Arte. Ed è anche molto di più.

Tanti i temi toccati, eterni e attuali, in questo interessante adattamento teatrale del testo della Woolf fatto dal regista Stefano Pagin: molte le suggestioni e gli stimoli, emotivi e intellettuali, che lo spettatore riceve facendosi trasportare attraverso i 5 secoli che Orlando percorre, immortale (come immortale sembra essere la sua ricerca di bellezza, arte e senso) indossando ora i panni di poeta innamorato e abbandonato dalla principessa Sasha nell’Inghilterra di Elisabetta I, ora quelli di Ambasciatore a Costantinopoli, dove sperimenta il dolore della perdita dell’amata e, a seguito di un gruppo di zingari, vaga per la Grecia dopo essersi trasformato in una donna, così da poter vivere e comprendere tutte le sfumature di “quella cosa chiamata Amore” che, racconta, “ha due volti: uno bianco e l’altro nero”, facce indissolubili della stessa dolorosa medaglia .

Il viaggio di Orlando donna prosegue attraverso il ‘700, secolo di Pope e Addison, in compagnia di un amante, per approdare, infine, nella cupa epoca vittoriana dove trionfa il moralismo e per una donna sola non resta che la scelta obbligata del matrimonio.

Ed è qui, ai giorni nostri, che Orlando conclude la sua parabola; l’altro Orlando, giovane drammaturgo intento a scrivere il suo adattamento teatrale basato sul romanzo di Virginia Woolf, si scontra con la realtà e comprende che l’arte, la poesia e il teatro “non danno da mangiare”, comprende – e rifiuta, ostinatamente- le regole del gioco, scegliendo la strada meno battuta, quella del sognatore che cerca di somigliare a se stesso: “ Ci sarebbe veramente solo bisogno di una voce che rispondesse ad un’altra voce. Come per l’amore ” dice “Non voglio perdere l’occasione di afferrare un richiamo,fosse anche flebile, fosse anche dall’altra parte del globo. Oggi proprio non voglio. Che il Cielo mi aiuti!”. Orlando, con la sua ricerca che non ha mai fine, prova sulla sua pelle cosa significa vivere secondo il mondo , e il modo, che ci siamo dipinti per noi, a nostra immagine e somiglianza, specchio fedele dei nostri desideri e di quello che vorremmo essere, senza compromessi, saldamente ancorati ai nostri sogni, al di là delle logiche di successo e di mercato.

Un monologo forse verboso, come l’Orlando nostro contemporaneo si sente dire da un fantomatico “agente” collegato su skype, ma che proprio da questa sua verbosità trae la forza del suo racconto mai sopra le righe, a tratti divertente e sarcastico, narrato in sottile equilibrio da un mai banale e mai prevedibile Stefano Scandaletti, formatosi sul palco di un piccolo teatro-gioiello veneziano, il teatro A l’Avogaria, bravissimo nei cambi di registro che, con poco o niente cui appoggiarsi in scena – uno scatolone dal quale estrae una tazza da thè e del thè caldo, dei libri, una poltrona, un’impressionante pellicciotto di volpe, un telo double-face che fa da vestito settecentesco, da gonna sotto la pioggia e altro – anima e dà corpo alla strana storia del poeta che cerca se stesso, occupando lo spazio con una fisicità asciutta, precisa ed essenziale che riempie la scena.

““Ho conosciuto una volta sola Amore, ed era legno, tela di sacco e cenere” si sfoga Orlando, come a dire che son più le ferite ma che è un viaggio che vale la pena di compiere e per il quale, se necessario, si può anche sacrificare la propria identità, non semplicemente “vestendo i panni” di una donna bensì divenendo donna, per essere nell’altro, pienamente, e provare l’amore che è tutt’uno con l’arte e con la vita.

Aglaia Zannetti
2 aprile 2014

INFO:
Teatro Elfo Puccini
Sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano
Dall’1 al 6 aprile
“Orlando – Orlando”

con Stefano Scandaletti
adattamento teatrale e regia Stefano Pagin
musica Gabriella Zen
assistente alla regia Marta Meneghetti
cura elementi scenici Lucia Morato e Paolo Bertinato
luci e direzione tecnica Gianfranco Gallo
foto di scena Alberto Brescia
distribuzione Roberta da Soller
-spettacolo vincitore di Argot Off 2012-
Produzione Indigena Teatro
ORARI e PREZZI
Martedì/sabato ore 19.30 – Domenica ore 15.00
Posto unico € 15 –
Informazioni e prenotazioni 02.0066.06.06 – www.elfo.org

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