“La coscienza di Zeno” di Maurizio Scaparro, in scena al Teatro Mercadante di Napoli

“La coscienza di Zeno” di Maurizio Scaparro, in scena al Teatro Mercadante di Napoli

La-coscienza-di-zenoLa vita, le vicende, le ansie, la coscienza intricata e fragile di Zeno Cosini, rivive , “raccontata” in scena da Maurizio Scaparro, nell’adattamento di Tullio Kezich. “La coscienza di Zeno”, adattamento teatrale del capolavoro di Italo Svevo del 1923, in programma al Teatro Mercadante di Napoli fino al prossimo 23 Marzo, è uno dei tanti affreschi, offerti dalla letteratura, dell’alba di un secolo che segnerà la storia dell’umanità, principio di drammi, ardue riflessioni, e rivoluzionarie prese di posizione.

La vita scorre senza brividi su Zeno, segnato nel profondo dalla scomparsa del padre, e dalla propria posizione, legata alle volontà di un tutore. L’uomo troverà l’amore, ma non la donna della sua vita e da quel momento, l’esistenza, il susseguirsi di giorni ed eventi, lasceranno su di lui poche certezze, tutte richiuse in quel “la vita non è brutta ne brutta ne bella, ma è originale”.

Nel ruolo di Zeno, un ispiratissimo Giuseppe Pambieri, completamente a suo agio nei panni del complicato triestino e nella sua trasposizione teatrale, finemente orchestrata da Maurizio Scaparro. In scena con Pambieri, inoltre Nino Bignamini, Giancarlo Condè, Silvia Altrui, Margherita Mannino, Guenda Goria, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sincovich, Anna Paola Vellaccio e Francesco Wolf. Scene di Lorenzo Cutùli, costumi di Carla Ricotti e musiche di Giancarlo Chiaramello, per una produzione del Teatro Carcano di Milano. “L’attualità di Svevo la individuo nel saper guardare avanti – spiega Maurizio Scaparro – e non mi riferisco solo alla famosa immagine con cui chiude La coscienza di Zeno, quella profetica idea di esplosione nucleare. Dico – continua – che se si rilegge il romanzo attentamente, il profilo di quell’omino di fumo, Zeno Corsini, prende forma dentro l’immagine di una città dominata dal commercio e dalla Borsa: le azioni salgono e scendono, la speculazione e i profitti segnano le vite e le vicende. A tutto ciò – conclude – la letteratura era disabituata, la dimensione economica che cambiò la vita del nostro Zeno e dello stesso Svevo è quella che sta cambiando adesso le nostre vite”.

Maurizio Scaparro, invita il pubblico ad una sottile riflessione, tra quel che è stato, quel che è e quel che sarà, concedendo ad ognuno, la possibilità di interrogarsi so ciò che si è in questo preciso momento, considerando i giorni, le passioni, gli amori, la vita.

Paolo Marsico
21 marzo 2014

 

 

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