Il Don Giovanni di Timi – Un ritratto di avanguardia e innovazione al Parenti di Milano

Il Don Giovanni di Timi – Un ritratto di avanguardia e innovazione al Parenti di Milano

filippo-timi-dongiovanniDopo una tourneè italiana di quattro mesi che ha coinvolto tutta la penisola riscuotendo un successo dopo l’altro, Il Don Giovanni di e con Filippo Timi torna a casa, dal 25 febbraio al 9 marzo al Teatro Franco Parenti di Milano.

Aveva debuttato proprio l’anno scorso ed ora è tornato per chiudere in grande stile, atteso da un pubblico numerosissimo ogni sera in fila al botteghino per una caccia al biglietto, con la speranza di assistere ad uno degli spettacoli più applauditi dell’ultimo anno.

“Vivere è un abuso, mai un diritto” recita il sottotitolo e sul palco si vive a pieno, Timi ricalca la figura del Don Giovanni discostandosi da quella di Moliere o Mozart, il suo è un personaggio più dissacrante, esplosivo ed ironico, ciò che rimane del classico è solo il canovaccio teatrale su cui l’autore ha saputo costruire sapientemente una messa in scena ricca ed intelligente.

L’attore si abbandona ad ogni voglia, circondato da sfarzi ed eccessi, non si risparmia nei toni e nei modi per raccontare la storia di una figura che non conosce pudore o etica, tutto deve essere sua disposizione, sempre.

Oltre agli intrecci del piacere si assiste però a veri e propri momenti di riflessione e grande raffinatezza, il Don Giovanni (o Timi) più di una volta spara sentenze sulla platea ed è capace di far riconoscere lo spettatore in quelle forti parole tra tormento e piacere.

Uno spettacolo sopra le righe con una tecnica narrativa all’avanguardia, un passo in avanti come pochi riescono a fare ed è proprio qui il segreto del successo, nel coraggio di rischiare con scelte registiche opinabili ma decisamente vincenti.

All’interno del testo, come prevedibile, sono presenti tantissimi elementi e battute molto “spinte”, ma il Cast riesce a non cadere mai nella volgarità più spicciola o ad infastidiremostrandosi a volte, completamente nudi.

Don-giovanni-timiFilippo Timi si conferma un attore teatrale di spessore, a suo agio sul palco, dove ci sta con grande eleganza, il suo modo di fare riesce a coinvolgere il pubblico che gli concede di tutto, è padrone totale della scena, sfacciato e diretto come solo pochi possono permettersi, lui ci è riuscito a pieno insieme ad attori di grande livello, ad affiancarlo sono Umberto Petranca (Leporello), il più presente in scena dopo il protagonista, impeccabile recitazione, sostiene due ore e mezza di palcoscenico senza mai scendere di tono, Alexander Styker (Lodovico) di origini francese riporta sul palco il suo accento caratterizzando la controparte di Leporello in maniera pungente, Marina Rocco (Zerlina) un personaggio di classe, la sua presenza scenica è la parte elegante ed anche lei dimostra encomiabili doti recitative, apprezzatissima anche Elena Lietti (Donna Anna) tenebrosa e cupa con un accento tedesco proprio per la sua caratteristica di trattare Don Ottavio come uno uno zerbino, interpretato dal giovanissimo Matteo de Blasio che con la semplicità del personaggio riesce ad emergere soprattutto neimonologhi a lui affidati, Lucia Mascino (Donna Elvira) esplosiva e potente trascina la scena ed attira l’attenzione anche grazie ad un vestito rosso di dimensioni spropositate, Roberto Laureri (Masetto) diverte per il suo essere “romanaccio”, caratterizzando con grande bravura il personaggio e Fulvio Accogli (Commendatore), interpreta in modo intenso, rimanendo per più di dieci minuti immobile su di una sedia a rotelle, non gli servono parole per arrivare al pubblico.

Le vicenda si sviluppa all’interno di una scenografia moderna ed innovativa a cura dello stesso Timi, sfarzosa ed imponente per ricordare forse la psicologia del Don Giovanni, i costumi curatissimi ed eccentrici sono di Fabio Zambernardi in collaborazione con Lawrence Steele e la produzione è del Teatro Franco Parenti e Teatro Stabile dell’Umbria.

Un capolavoro del nuovo teatro italiano, un’innovazione intelligente il cui successo è certamente meritato.

 

Paolo Marco Rimmaudo
3 marzo 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook