Antonio Rezza torna al Bellini di Napoli con “7-14-21-28”

Antonio Rezza torna al Bellini di Napoli con “7-14-21-28”

7-14-21-28-rezzaIn un paese allo sbando un Uomo è affascinato dallo spazio che diventa numero.

La particella catastale dell’ingegno porta l’essere animato a fondersi con la civiltà numerica al declino. Una donna bianca, vestita di rete e di illusione, rimpiange il tempo degli inizi, quando l’amore è solo affanno e poco ancora. Il non senso civico sfugge a chi governa come bestie questo ammasso di carne alla malora. Si vota con la gola gonfia delle urla di chi ha votato prima, ci si lascia sovrastare dall’istituzione che detta convenzione e cancella dignità.

Il sollevatore di pesi solleva se stesso e la famiglia organizzata che sputa fiato su ogni collo alla deriva”. Se l’introduzione desta perplessità, la messa in scena è tutt’altra storia. “7-14-21-28”, di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, interpretato dallo stesso Rezza con la partecipazione di Ivan Bellavista, in scena al Teatro Bellini di Napoli. Ciclone in piena, folle, bizzarro, irreale, ogni aggetivo rischia in questo caso scarso effetto, nell’impresa di descrivere fedelmente l’elevatissimo spessore artistico di Antonio Rezza, sicuramente tra i migliori interpreti del genere. “7-14-21-28”, è un concentrato di smorfie, immagini, storie, punti di vista, condito dal particolarissimo tratto del protagonista in scena, ed offerto al pubblico con raffiche audaci e profonde allo stesso tempo.

Il ritorno di Rezza al Teatro Bellini di Napoli, “tempio artsitico” della città partenopea, segna la contnuità di un rapporto professionale, fermamente impregnato sulle molteplici varianti, se cosi possono essere chiamate, che il teatro, come strumento comunicativo è in grado di offrire. Rezza incanta, incuriosisce, fa riflettere, accompagna lo spettatore lungo un tortuoso percorso fatto di parole ed immagini, dove perdersi ed allo stesso tempo, ritrovarsi, è puro e vibrante piacere.

Paolo Marsico
17 febbraio 2014

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