Nefes/Respiro, l’arte racconta la quotidianeità, al Teatro Piccolo Bellini di Napoli

Nefes/Respiro, l’arte racconta la quotidianeità, al Teatro Piccolo Bellini di Napoli

nefes-respiro-bellini-napoliOgni uomo è un artista” è l’espressione che definisce il concetto di arte legato strettamente all’impegno creativo, che deve e può essere di ognuno, e che è in grado di modellare la nostra esistenza e il mondo in cui viviamo. “Nefes/Respiro”, spettacolo in scena al Teato Piccolo Bellini dino al 16 Febbraio, affronta il confine tra l’uomo e l’arte che diventa elemento primario e dunque vitale come il respiro, per superare il limite della quotidianità e permettere di “non viver come bruti”.

Lo spettacolo, ideato e diretto da Antonello Tudisco, è parte di un progetto biennale sull’opera artistica di Joseph Beuys. In scena, un gruppo di individui – descrivono le note di regia – si ritrova in un dato spazio e tempo, costruendo, attraverso azioni quotidiane, un rapporto dialettico con lo spettatore che si riconosce nell’atto creativo senza che egli viva un senso di spaesamento”. Gli interpreti, Luca Cacciapuoti, Luisa Mammola, Manolo Perazzi, Giuseppe Paolicelli, Valentina Schisa, Tommaso Serratore, alternano alle coreografie, momenti di pura recitazione, interagendo tra essi al fine di rendere dirette ed esplicite immagini astratte, metafore in movimento del quotidiano “andamento” di donne e uomini.

“Quel che mi premeva trasmettere attraverso la realizzazione di questo spettacolo – racconta il coreografo e regista Antonello Tudisco – è il concetto che al di la della forma d’espressione c’è una persona, con una sua umanità, una vita, un esperienza, ed incentrare gli eventi della messa in scena, sulla trasformazione di quelli che sono a tutti gli effetti gesti quotidiani. Il messaggio – continua – trasformato grazie al mezzo artistico, si avvicina allo spettatore, che tende ad immedesimarsi nell’interprete che gli sta di fronte”. “Nefes/Respiro”, accompagna lo spettatore verso la ricerca di un proprio, personalissimo, punto di riferimento ipotetico, tra le molteplici dinamiche proposte, seppur attraverso un “linguaggio” decisamente di concetto.

La musica, le gesta, gli approcci, spalancano sul pubblico un’enorme finestra, dal quale poter osservare ed osservarsi. Metafore di gesti, di attimi, di vita.


Paolo Marsico
15 febbraio 2014

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