“IL MALATO IMMAGINARIO ovvero Le Moliere imaginaire” al Teatro Vascello

“IL MALATO IMMAGINARIO ovvero Le Moliere imaginaire” al Teatro Vascello

Il-malato-immaginarioAl Teatro Vascello va in scena IL MALATO IMMAGINARIO ovvero Le Moliere imaginaire, fino al 23 febbraio 2014, ad opera della compagnia Kismet di Bari; il testo interpretato è frutto del riadattamento della stessa regista della pièce, Teresa Ludovico. La commedia originaria del drammaturgo francese viene rivisitata in modo da far affiorare un parallelismo tra i malanni fantastici del protagonista e un altro tipo di malattia, quella che affligge l’autore dell’opera: l’irrefrenabile passione per il teatro.

In entrambi i casi si tratta di malesseri psichici, impercepibili con i sensi, ma dotati comunque del più alto grado di realtà. Come per il protagonista Argante – interpretato da Augusto Masiello – l’ipocondria, la condizione dell’essere malato, rappresenta totalmente la sua dimensione esistenziale, così si sarebbe potuto riconoscere nell’espressione artistica teatrale la modalità unica e assoluta del vivere per Jean-Baptiste Poquelin, in arte appunto Molière.

I diversi piani narrativi si intrecciano passando per la figura di Pulcinella – interpretato da Marco Manchisi -, che interviene nei vari intermezzi – è rispettata la struttura originaria dell’opera che prevedeva tre atti e altrettanti intermezzi – con monologhi chiarificatori rispetto alla vicenda e al suo significato. La pièce si chiude con un marcata nota di realismo: la morte di Molière; Il malato immaginario è difatti l’ultima creazione del grande drammaturgo, che interpretò la parte del protagonista fino a poche ore prima della sua morte.

Bisogna riconoscere che il riadattamento del testo aggiunge valore all’opera senza snaturarla, facendo in modo che Molière si racconti attraverso la sua stessa arte, lasciando al pubblico qualche spunto di riflessione e allo stesso tempo facendo ridere e sorridere. È rispettato il ruolo portante della musica, dal momento che il balletto rappresentava una parte essenziale della commedia, affidandosi alla composizione ad hoc di Nino Rota, per l’appunto Molière imaginaire. Interessante anche la scelta della scenografia, assolutamente scarna, si compone di piani sovrapposti di legno, che offrono vari livelli alla recitazione, permettendo a tutti gli attori di essere in scena contemporaneamente, unendo così scena e fuori scena.

Alla fine dello spettacolo il pubblico applaude, e in questo caso non per mera formalità.

Anna Dotti
13 febbraio 2013

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