“La Fondazione”, per tener vivi i propri pensieri. Teatro Franco Parenti

“La Fondazione”, per tener vivi i propri pensieri. Teatro Franco Parenti

Ivano-Marescotti_La-Fondazione1Riprende oggi al Teatro Franco Parenti di Milano l’ultima settimana di repliche de “La Fondazione”, spettacolo basato sull’ultimo testo di uno dei più grandi poeti romagnoli del ’900, Raffaello Baldini, con protagonista Ivano Marescotti e la regia di Valerio Binasco, che sarà in scena fino al 16 febbraio.

La Fondazione” parla delle cose che svaniscono, del desiderio di conservarle e nasce dal libro edito da Einaudi. Fu proprio lo stesso autore  a lasciarlo a Marescotti con queste parole: “fanne quello che credi”. E’ stato così che l’attore romagnolo, volto emblematico del cinema italiano, ha voluto portare in scena un uomo fuori dalle righe e a suo modo un po’ bizzarro, che colleziona ossessivamente i più assurdi oggetti del passato, preso dall’idea di dar vita a una Fondazione che tenga viva la memoria delle cose più sfuggenti e dei pensieri.

Marescotti da vita a questo personaggio con grande potenza espressiva, dopo averne introitato profondamente il senso del messaggio che voleva trasmettere il suo autore, con il quale egli era legato professionalmente da molti anni, fino a raggiungere un’intesa più che intima.

Lo stesso regista dice di aver corso il rischio di sentirsi di troppo: “Ho riso e pianto con loro tutti i giorni, un po’ in disparte, non sapendo bene cosa fare. Finché non è accaduta una cosa piuttosto sorprendente: a un certo punto non eravamo più in tre, ma eravamo diventati quattro. Tra noi c’era una creatura nuova, una strana fusione tra Marescotti e Baldini, più qualcosa, che nessuno di noi tre conosceva ancora”.

Ed è lui il personaggio che nasce ogni sera in scena, facendo si che la sua “tenerezza” conquisti il pubblico attraverso la voce di Ivano Marescotti, che si lascia plasmare lasciando spazio alle parole dalle quale emerge tutta l’umanità di quest’uomo, attraverso cui ognuno di noi può riscoprire, chi più chi meno, i lati nascosti della propria personalità.

Attraverso questo personaggio, ossessivamente impegnato a collezionare ogni tipo di oggetto, scopriamo noi stessi o persone da noi conosciute, le quali chi per un motivo, chi per un altro raccoglie oggetti del proprio passato. A volte ci si accorge, proprio come accade al nostro personaggio, di non poter fare a meno di quegli oggetti, perchè essi diventano la vita stessa senza i quali ci sente come orfani, mancanti di una parte di sè.

E’ così dal racconto tenero di Marescotti emerge, forte e struggente il dolore che provoca il distacco da questi oggetti che lo porta a considerare l’idea di dar vita ad una Fondazione che continui ad occuparsene. Un po’ come tener viva la memoria dei propri pensieri, che si contrappongono ai pensieri de grandi filosofi, perchè questi sono sempre ricordati e citati, mentre dei nostri pensieri si rischia di perderne il ricordo. E’ stato questo il sentimento che ha ispirato l’autore a scrivere questo testo, non casualmente, nell’ultimo tratto della sua vita.

Il testo fa dunque un chiaro riferimento alla mania, all’ossessione di accumulare, non riuscendo a selezionare le cose davvero preziose, che può essere solo un’abitudine innocua, fino a quando non stravolge la vita, sfociando in un vero e proprio disagio psichico, tecnicamente chiamato disturbo da accumulo compulsivo.

Capire quale sia il confine è semplice in quanto chi raccoglie oggetti in modo sano, lo fa con metodo ed è orgoglioso di mostrare la collezione, mentre chi lo fa in modo compulsivo, ammassa alla rinfusa, vergognandosi poi del disordine. Il suo pensiero ricorrente è “ogni cosa potrebbe tornare utile”. Questo lo costringe a conservare tutta la roba per placare l’ansia, fino a che tutto l’accumulo gli toglie lo spazio vitale.

La Fondazione
Teatro Franco Parenti
Sala AcomeA
di Raffaello Baldini

con Ivano Marescotti
regia Valerio Binasco
scene Carlo De Marino
musiche Arturo Annecchino
luci Vincenzo Bonaffini
costumi Elena Dal Pozzo
suono Giampiero Berti
regista assistente Roberto Turchetta
Produzione Arena del Sole – Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna
mart – giov – ven – sab h.20.30;merc h.19.45; dom h.15.45 *lunedì riposoPrezzo dei biglietti: Intero €32 | Over 60/ Under 25 €16 | Convenzioni €22,50

Orari degli spettacoli: martedì – giovedì – venerdì – sabato: ore 20.30 | mercoledì ore 19.45 | domenica ore 15.45 (*lunedì riposo)

Sebastiano Di Mauro
11 febbraio 2014

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