“Studio sul Simposio di Platone”, una cruda attualizzazione dell’eros

“Studio sul Simposio di Platone”, una cruda attualizzazione dell’eros

studio-sul-simposio-di-platoneIl Simposio, il dialogo più conosciuto di Platone come spunto da cui partire, come fucina di domande che si condensano in un unico, grande, punto interrogativo sull’amore; un punto di partenza per giungere in un dove non ben precisato, i cui confini sono lasciati alla libera interpretazione del pubblico. “Studio sul Simposio di Platone”, spettacolo messo in scena da Andrea De Rosa al Teatro Franco Parenti di Milano dal 4 al 9 febbraio, è un’audace rappresentazione della sessualità attuale, composta di mercificazione del corpo e ricerca sfrenata del piacere fisico. L’antico pensiero platonico fa da spinta e sollecitazione a riflessioni attuali sull’amore, quello dei giorni nostri, quello indissolubilmente legato alla materialità, al desiderio di avere. Ma l’amore si ha? L’amore si possiede? L’amore si trova all’interno del corpo della donna, frugando nel suo interno?

Interrogativi che si snodano spontanei lungo la strada tracciata da enunciati la cui paternità non appartiene al solo Platone, ma a Carmelo Bene, Jacques Lacan, Umberto Galimberti, Jean Paul Sartre, Bertrand Russel, solo per citarne alcuni. La drammaturgia di Federico Bellini ricalca l’andamento audace e aguzzo di una messinscena che si allontana ben presto dai dialoghi del Simposio per addentrarsi in una vivace e colorita raffigurazione di questioni che la società ha imparato a sottacere, senza mai metterli concretamente in discussione, come la reale parità fra i sessi o l’accettazione dell’amore omosessuale.

Immagini pornosoft sullo sfondo e scenari erotici fanno da contorno a riferimenti espliciti alla sessualità autoreferenziale, che esula da qualsiasi attinenza con l’eros del Simposio e con Platone. Il tormentone «ma nel Simposio non ci sono donne» fa emergere, in maniera sottile, la considerazione della donna come una sorta di entità demoniaca capace di “deviare” il cammino dell’uomo verso qualsiasi direzione voluta.
Una rappresentazione teatrale, a tratti eccessivamente spinta, che non risponde agli interrogativi iniziali, ma ha il pregio di permettere al pubblico di maturare una propria considerazione, un’opinione differenziata da cranio a cranio su questioni spesso colpevolmente ignorate.
In un mondo caratterizzato dalla ricerca continua di risposte facili, addentrarsi per una volta in questioni su cui fermare e formare il proprio pensiero, rappresenta qualcosa di differente, stimolante e, proprio per questo, profondamente filosofico.

Info:
Studio sul Simposio di Platone
drammaturgia: Federico Bellini
regia: Andrea De Rosa
con Nicola Borghesi, Giulia Briata, Eleonora Giovanardi, Leonardo Lidi, Annagaia Marchioro, Matthieu Pastore, Martina Polla, Filippo Quezel, Massimo Scola, Annamaria Troisi
Prezzi:
Intero €32; over60/under25 €16; Convenzioni €22,50
Spettacolo vietato ai minori di 14 anni
Date:  4 – 9 febbraio
Orari: mart – giov – ven – sab h.20.45; merc h. 19.30; dom h. 15.30

Nota: I nostri lettori Luciana, Francesca, Maria Grazia, Alessio, Donatella e Marilena, grazie alle gentile offerta di biglietti omaggio concessi alla nostra testata dal Teatro  F. Parenti,  hanno assistitito gratuitamente allo spettacolo.

Giuseppe Ferrara
5 febbraio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook