Rezza interpreta “7-14-21-28” – Teatro Vascello Roma

Rezza interpreta “7-14-21-28” – Teatro Vascello Roma

 

 

antonio_rezzaL’antologia di Antonio Rezza e Flavia Mastrella giunge al suo penultimo appuntamento sul palco del Teatro Vascello con “7-14-21-28”, in scena fino al 5 gennaio, a cui seguirà “Fratto X” fino al 19 gennaio. Come di consueto di fronte ad uno spettacolo della coppia Rezza-Mastrella è difficile darne una descrizione, e cercare di comprendere razionalmente quanto si vede sarebbe più che altro controproducente. Difatti questo spettacolo conferma l’intento artistico generale della coppia: dar vita ad un teatro contro la logica della narrazione e contro la narrazione stessa.
In “7-14-21-28”, tra gli svariati personaggi che compaiono in scena e i molteplici piani di lettura che si offrono allo spettatore, si trova una sequenza in cui i numeri si materializzano, occupano lo spazio della scena diventando persona, ma l’unico brandello di logica che in essi si ritrova è quello che lega la sequenza numerica del titolo.
Del resto per i due artisti è il caos che governa la realtà, il disordine la regola, così che “lo spazio è come un numero, per chi si vuole perdere, per chi rinuncia al filo del discorso che è lo stesso filo che ti impicca”.
Sul palco è allestito l’habitat scenografico ad opera della Mastrella, si tratta di una struttura stravagante che, in questo caso specifico, ricorda un parco giochi, con l’aggiunta di vari drappi di stoffa colorata, fissi e non. Interagendo con questa creazione, ad hoc per lo spettacolo, Rezza evoca variegate sfumature di un’umanità torbida e triste. Le tematiche più ricorrenti si legano all’infanzia e al panorama ecclesiastico, anche se non manca la critica alle istituzioni e alla politica dei tagli alla cultura e alla ricerca; ancora una volta stupisce l’attualità di uno spettacolo che ha visto la luce nel 2009. Questi elementi fondamentali sottostanno alle varie acrobazie mimetiche e retoriche, e nonostante la drammaticità che li accompagnerebbe riescono comunque a suscitare l’ilarità del pubblico, che difficilmente resiste al carattere surreale di questa particolarissima recitazione. Sotto la coltre dei colori accessi e delle voci distorte ci sono attimi di realtà estremizzati, che però si riconoscono, e in cui ci riconosciamo – e questo sembra volerci far notare lo stesso Rezza. Come suo aiutante sul palco compare a tratti Ivan Bellavista, come al solito in qualità di strumento animato, senza proferire una parola.
In definitiva, per chi vuole cominciare l’anno in modo originale, artistaicamente dissacrate, una visita al Teatro Vascello è caldamente consigliata.

Anna Dotti
4 gennaio 2014

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