PIPPO DELBONO E I SUOI “RACCONTI DI GIUGNO”, AL PICCOLO BELLINI DI NAPOLI

PIPPO DELBONO E I SUOI “RACCONTI DI GIUGNO”, AL PICCOLO BELLINI DI NAPOLI

Oggi l’ultima replica in cui l’artista ligure racconta, in una sorta di diario di bordo,  un’introspezione sul senso nascosto delle relazioni.

pippo-delbono-racconti-di-giugnoPippo Delbono, si è fermato a Napoli. Luogo di raccolta, il Teatro Piccolo Bellini. Il pretesto? Il racconto, unico, intimo e surreale, di un uomo pronto a ricominciare sempre e comunque, vittima e carnefice di una vita mai paga di colpi di scena. Parabole ad effetto di un attore, che racconta i suoi giorni, i suoi “eventi”, tutti o quasi caratterizzati da un mese dell’anno… Giugno.

Racconti di Giugno – racconta l’artista ligure – è una sorta di diario di bordo, un’introspezione sul senso nascosto delle relazioni, sul lato dei desideri non espressi ma mostrati, sulla curiosità per gli altri, il filo rosso degli invaghimenti, la coscienza di una bellezza senza confini nelle storie, l’ardore non solo etico nelle scene della vita e nelle scene del teatro, l’estasi delle cose che ti perdono e che gli altri non ti perdonano, quel qualcosa di se stesso mai detto forse perché mai chiesto. Le coincidenze – conclude – (tante) del mese di giugno, il mese in cuisono nato”. “Racconti di Giugno”, in scena fino al 22 Dicembre, scritto e diretto dallo stesso Delbono, con le musiche del fido compagno di viaggio, Pepe Robledo, è una lunga passeggiata, nei sentieri della vita dell’autore, un percorso ad ostacoli, condito d’amore, sogni, incubi e tragedie. Pippo delbono
Un vagare, simbolico, attraverso le emozioni di un uomo, troppo ricco di storie, per farsi ingannare dalla vita. Dal palco, Delbono, racconta la sua opera, le sue storie, recita gli autori che hanno caratterizzato la sua esperienza artistica, e tra un’interpretazione ed una “chiacchierata”, conclude con un dolce ricordo, quello di sua madre, e i suoi consigli, spesso traditi, per non correre il rischio di “macchiare”, la propria, forse già troppo, rivoluzionaria immagine.

Paolo Marsico
22 dicembre 2013

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