Melchionna Rilegge Osborne “Ricorda con rabbia”, al Teatro Bellini di Napoli

Melchionna Rilegge Osborne “Ricorda con rabbia”, al Teatro Bellini di Napoli

ricorda_con_rabbia_con_stefania_roccaIn scena, al Teatro Bellini di Napoli, le vicende di Jimmy, Alison, Cliff ed Helena. I giovani “fuori dagli schemi” degli anni 50′, i “giovani arrabbiati” di “Ricorda con rabbia” (Look Back in Anger ), testo concepito dalla mente e dall’esperienenza di vita di John Osborne, nel 1956. Il riadattamento, opera di Luciano Melchionna, (autore inoltre dell’efficace regia) in programma fino al prossimo 15 Dicembre, segnato de lle impeccabili interpretazioni di Daniele Russo (Jimmy), Stefania Rocca (Alison), Marco Mario de Notaris (Cliff) e Sylvia de Fanti (Helena), adagia le storie dei quattro, in un contesto contemporaneo, nel tentativo di confrontare le “ragioni” e le problematiche di quella generazione, a tratti tanto simile, nelle esigenze, nelle ansie, nelle condizioni psicologiche e sociali, a quella che in questi anni, si affaccia alla vita adulta. ” Ricorda con rabbia, offre alla scena le vicende personali di quattro giovani (più che adulti ormai, nella mia visione della realtà) – dichiara Luciano Melchionna – smarriti, incapaci di cavalcare il proprio tempo e la propria esistenza, ognuno a proprio modo ‘arrabbiato’ proprio per questo, più o meno consapevolmente.
Precari e refrattari alle briglie del sistema – continua – vivono nel magazzino (soffitta) di un negozio di elettrodomestici, – in uno ‘skyline’ che paradossalmente evoca l’aborrito consumismo – dove a poco prezzo e a mò di barboni/animali hanno arredato la propria ‘tana’. E’ la tragedia umana – spiega – che si fa paradigma di un’intera generazione . Un’inquietudine profonda – conclude – la frustrazione ed il senso d’impotenza sono temi che ogni spettatore può riconoscere nella propria intolleranza, nel ‘silenzio che zittisce’ di chi gli vive accanto, o nello sconosciuto che tutti i giorni prende con lui l’autobus e che improvvisamente esplode nella furia omicida”.
Il testo di Osborne, restituisce degna considerazione ad una generazione, smarritasi nelle ragnatele di un progresso quasi estorto, nelle falle di un sistema, troppo ambiguo ed autoritario. Con la sua rilettura, Melchionna, traghetta quella stessa energia in un tempo più vivino ai nostri giorni. Due epoche, due realtà, due “contenitori” della sofferenza umana, tanto lontani, quanto dannatamente e tristemente vicini.

Paolo Marsico
12 dicembre 2013

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