“L’enigma dell’amore”: la coraggiosa e spregiudicata vita di Ulrich, assertore del sesso intermedio

“L’enigma dell’amore”: la coraggiosa e spregiudicata vita di Ulrich, assertore del sesso intermedio

enigma-dellamoreLa scorsa domenica 10 novembre sul palco del Filodrammatici di Milano Fabio Grossi ha messo in scena, in Prima Nazionale, l’opera teatrale “L’enigma dell’amore” i cui autori sono lo stesso Fabio Grossi insieme a Saverio Aversa.

L’interpretazione è stata affidata a due ottimi attori come Fabio Pasquini e Francesco Maccarinelli, che in maniera sublime hanno raccontato la storia di Karl Heinrich Ulrichs, giurista, scrittore, poeta tedesco, di cui in tanti ignorano l’esistenza, il quale visse nella città di Hannover della seconda metà dell’800, e a motivo della sua omosessualità, nonostante per la legge del tempo non era considerato reato, venne licenziato dal suo posto di consulente legale ufficiale presso la corte distrettuale di Hildesheim.

Per la prima volta in Italia, attraverso questo atto unico si è voluto rendere omaggio e ricordare un intellettuale, che con coraggioso dedicò la sua vita e le sue energie alla sconfitta dei pregiudizi e delle persecuzioni verso i diversi in genere e le persone omosessuali in particolare. Egli lasciò la Germania e venne a vivere in Italia, dove morì a L’Aquila, 14 luglio 1895.

Nelle asserzioni di Urlichs si legge “L’oppresso e il maltrattato non riconoscono alcun diritto di oppressione per pura forza, né un diritto di maltrattamento. Quindi la nostra posizione è ovunque dalla parte dell’oppresso e del maltrattato, che si chiami polacco, hannoveriano, ebreo, cattolico o che sia una creatura innocente considerata ‘spregevole’ dalla gente perché è talmente immorale da essere nata al di fuori del vincolo coniugale, così come noi eravamo talmente immorali da essere nati con una natura urninga…”

pasquini-maccarinelliLa scenografia è surreale e sul palco tra il denso fumo si muovono le due figure che comunicano, attraverso il loro corpo, con il pubblico trasmettendo quanto gli autori hanno voluto descrivere. Perfetta è la sincronia dei loro corpi che, mentre scorre il racconto del personaggio raccontato dall’interprete di Ulrichs (Fabio Pasquini), incarna i vari personaggi che prendono vita con il corpo di Francesco Maccarinelli, la cui fisicità è straordinariamente penetrante.

L’opera si ispira al Simposio di Platone dove Venere Urania, che è la dea degli amori omosessuali, con lo pseudonimo di Numa Numantis, scrive L’enigma dell’amore fra maschi e propone le definizioni urning (gay), urnind (lesbica), dioning (bisessuale) e zitte (ermafrodito). Subito dopo comincia a scrivere con il proprio nome e fa il primo coming out della storia pubblicando una dichiarazione a favore di un uomo arrestato per atti omosessuali. Per completezza è bene precisare, che fu un altro militante omosessuale, Karl-Maria Benkert, a descrivere la natura delle persone che amavano persone del loro stesso sesso usando il termine omosessualità.

Ritornando allo spettacolo si può ben affermare che i dialoghi scorrono con un ritmo serrato, non lasciando tempo alla noia, anzi questo lo rende avvincente e i due protagonisti, nel compiere il loro viaggio, creano suspance che, passo dopo passo si insinua e percorre l’intrigante vita di Ulrichs, che fu l’inventore della tesi del terzo sesso, e con tutta la sua volontà fu assertore dei fondamenti biologici su cui si basa l’omosessualità.

Per Ulrichs, i sessi umani non sono due, ma tre, perchè oltre al maschile ed al femminile c’è un sesso intermedio, il “terzo sesso”, riassumendolo nella frase latina anima muliebris virili corpore inclusa, insomma l’anima femminile in un corpo maschile, che si mescola e se non se ne era parlato era stato solo per trascuratezza della scienza.

Dopo il debutto milanese lo spettacolo è andato in scena lunedì 11 Novembre al Piccolo Teatro Libero di Brescia. Poi, dal 13 al 18 Maggio 2014, “L’Enigma dell’Amore” sarà inoltre a Roma al Teatro Piccolo Eliseo.

 Sebastiano Di Mauro
14 novembre 2013

“L’enigma dell’amore”
di Fabio Grossi e Saverio Aversa
regia Fabio Grossi
scene Cristiano Paliotto
luci Umile Vaineri
video Mimmo Verdesca
coreografie Gabriele Cantando Pascali
produzione FUXIA Contesti d’Immagine srl
in collaborazione con Teatro Eliseo

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