“Le Tre Sorelle” in Prima Nazionale al Teatro Leonardo

“Le Tre Sorelle” in Prima Nazionale al Teatro Leonardo

Le-tre-sorelleIl Teatro Leonardo presenta in prima nazionale per la regia di Claudio Orlandini una pietra miliare della drammaturgia di tutti i tempi: Le Tre Sorelle di Anton Čechov con Cinzia Brogliato, Carola Boschetti, Paola Casella, Michele Clementelli, Luca Chieregato, Davide del Grosso, Federico Gobbi, Chantal Masserey, Leo Mignemi, Marzio Paioni, Claudio Orlandini, Laura Rostiti, Carlo Zerulo.

Strutturato in quattro atti, Le Tre Sorelle raccontano la storia di Ol’ga, Maša e Irina figlie del defunto generale Prozorov, trasferitesi da Mosca in un paese della provincia russa dove tutto è tacito e monotono. L’intera rappresentazione viene raccontata dentro veli leggeri che rappresentano le finestre della casa delle ragazze, in cui vive, anche, il fratello Andrej e il marito di Maša.

L’avvenimento che dà inizio all’opera è l’onomastico di Irina che viene celebrato insieme a  una guarnigione di ufficiali stabilitasi da poco in città, a cui si aggiunge l’arrivo del tenente colonnello Veršinin che si inserisce portando un vento di novità e leggerezza. Il primo atto si conclude lasciando spazio al secondo, con un salto temporale di un anno e mezzo, in cui ritroviamo gli stessi personaggi, cambiati di poco ma caratterizzati dallo stesso “male di vivere” di prima durante una sera di carnevale. Il terzo e quarto atto sono caratterizzati da due eventi principali: un incendio e un duello, in cui muore il marito, non amato, di Irina. I quattro atti si susseguono raccontando la vita dei personaggi senza un vero colpo di scena o climax, tutto il resto (l’incendio e il duello) non viene rappresentato, ma al massimo se ne sentono i rumori e se ne raccontano gli effetti.

La ricerca della felicità in vita, la disillusione nell’accorgersi di non poterla raggiungere pur cambiando le sorti della propria, la condizione umana di sofferenza e di delusione a cui alla fine bisogna per forza cedere sono solo alcuni dei temi trattati; una rappresentazione della vita esistenziale, che è nello stesso tempo specifica e universale.

Unica consolazione rimane la speranza, fino a diventare certezza, che le generazioni future saranno coloro che godranno della felicità. Una speranza che costituisce un’ulteriore illusione, perché senza illusioni o sogni è difficile esistere.

Un dramma teatrale rappresentato fedelmente da Orlandini che lascia spazio all’azione esterna per spostarla sull’interno posando l’attenzione sull’animo, sulle coscienze e sull’esistenza stessa.

Alessandra Pizzilli
13 novembre 2013

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