Che ci faccio qui? Viaggio nell’enorme murales in movimento disegnato dai neo diplomati dell’Accademia Filodrammatici

Che ci faccio qui? Viaggio nell’enorme murales in movimento disegnato dai neo diplomati dell’Accademia Filodrammatici

Che ci facciamo qui -umberto terruso 2Sul palco del Teatro Filodrammatici di Milano, in prima nazionale, dal 15 al 27 ottobre 2013,  va in scena Che ci faccio qui?, spettacolo  realizzato dai neo diplomati dell’Accademia dei Filodrammatici, con la regia di  Marco Baliani. Se è vero che “ i mediocri imitano e i geni rubano”, come amava ricordare Picasso, il titolo  è stato “rubato” dall’ultimo  libro del 1988 di Bruce Chatwin, autore, viaggiatore e esperto d’arte inglese.
E del libro, oltre che il titolo, c’è anche la tematica cara all’autore inglese scomparso nel 1989 di aids. Quella del viaggio, con tutte le sue componenti psicologiche, sociologiche, artistiche e d’incontro, che il vero viaggiatore vive. E di un viaggio si è trattato.  Baliani ha guidato infatti per un anno i neo diplomati, attraverso un duplice percorso. Quello tra le tante pieghe dei linguaggi e della disciplina teatrale; e quello, più intimistico, volto al vissuto personale di ogni singolo allievo e alla  sua capacità di fondere esperienze proprie e altrui, in una personale attitudine a gestire il valore simbolico della propria fisicità. Se Baliani  sapeva benissimo il perché fosse là,  con la domanda “che ci faccio qui?” ha stimolato il giovane gruppo ad accumulare risposte. Il risultato è stato una frammentazione di suggestioni  espresse con  performance, canzoni, frammenti di testi, racconti personali, pensieri, riflessioni che hanno dato  vita ad un lavoro in movimento privo di un punto. Il testo del regista si è modificato, dilatato, ristretto  nello scambio con gli attori, che lo hanno filtrato attraverso i loro percorsi, la loro percezione morfologica, la scena, la loro idea di arte.
Ne emerge uno spettacolo cantiere, un work in progress,  un enorme murales ancora non finito, dipinto a tante mani dove si riconoscono pennellate diverse: di rabbia, da chi non arriva a cogliere il senso della vita; di provocazione, da chi non riesce ad esprimersi e a trovare una sua collocazione; di struggente melanconia, da chi cerca solo di amare ed essere amato rinunciando a tutto il resto; di sarcasmo, per chi insegue l’illusione della giovinezza e della bellezza eterne, ricorrendo a bisturi.
Lo spettacolo è una produzione Accademia dei Filodrammatici; le scene e i costumi sono di Carlo Sala. In scena: Filippo Bedeschi, Federica Carra, Emanuela Caruso, Fonte Maria Fantasia, Matteo Ippolito, Sara Marconi, Paolo Mazzanti, Alberto Patriarca, Desirée Proietti Lupi, Marco Rizzo, Vincenzo Romano, Chiara Serangeli, Carla Valente, Simon Waldvogel.

Raffaella Roversi
16 ottobre 2013

INFO:
Teatro Filodrammatici, Via Filodrammatici 1, Milano
Tel 02.36727550; www.teatrofilodrammatici.eu
[email protected]

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