Il teatro Sistina apre la nuova stagione teatrale con l’esilarante Paolo Migone

Il teatro Sistina apre la nuova stagione teatrale con l’esilarante Paolo Migone

Paolo-Migone-Gli-uomini-vengono-da-Marte-le-donne-da-Venere«Diffondetemi, divulgatemi, parlate bene di me in giro». Con queste parole Paolo Migone, comico e cabarettista portato al successo dal programma televisivo Zelig, conclude la prima delle tre serate inaugurali della nuova stagione del Teatro Sistina di Roma (23-24-25 settembre) con lo spettacolo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”. E come non parlar bene di un personaggio così divertente e di una rappresentazione tanto originale ed educativa? Già, educativa. Perché Migone riesce a fare della briosa ed arguta ironia sui rapporti di coppia partendo da situazioni quotidiane e giungendo ad analizzare e comprendere le principali differenze di funzionamento tra uomo e donna. Ispiratosi all’omonimo best-seller di John Gray, che ha venduto 30 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in ben 40 lingue, Paolo Migone veste per una sera i panni di professore-guru dell’amore e ci aiuta a capire come queste differenze, all’apparenza abissali, possono diventare in realtà fonte di forte complicità, e non di profonda discordia. E’ così che il “teatro dei romani” riapre le porte al suo affezionato pubblico ed ospita una particolare interpretazione del libro di Gray, uno dei più importanti esperti nel campo della comunicazione e della psicologia relazionale, facendo in modo che a fine serata gli spettatori tornino a casa con la marcata consapevolezza che, solo rispettandosi reciprocamente ed accettando le rispettive differenze, uomini e donne possono davvero capirsi. A tal proposito John Gray spiega: «Il vero amore non implica la perfezione, anzi fiorisce sulle imperfezioni. Il dialogo è il collante fondamentale di qualsivoglia rapporto affettivo». Comprensione, è di questo che necessitano le coppie che decidono di intraprendere una relazione seria. Lo spassoso adattamento teatrale di Migone ripercorre minuziosamente il libro di Gray e parte dalla narrazione del mito dei marziani e delle venusiane. «Tanto tempo fa essi si incontrarono, si innamorarono e vissero felici perché si rispettavano. Poi arrivarono sul pianeta Terra e furono colti da amnesia: da quel giorno dimenticarono di provenire da pianeti differenti…». Il professor Migone confronta la “multifunzionalità” della donna, ossia la capacità di fare più cose allo stesso tempo, con la “sequenzialità” tipica dell’uomo che «ragiona per compartimenti stagni». Allo stesso modo il comico fatto guru riesce a strappare enormi risate anche quando porta esempi della propria esperienza di uomo coniugato e sottolinea che, mentre le donne sentono l’esigenza di parlare dei problemi, scaricando addosso al partner le proprie ansie e/o paure, gli uomini si isolano pensando al modo migliore per risolvere i propri. Così come le donne hanno la necessità di sentirsi dire “ti amo” regolarmente, gli uomini tendono a privilegiare altri aspetti del rapporto. Grazie ad una semplice ma precisa sceneggiatura e ad un perfetto gioco di luci e suoni, Migone, al pari di Gray, giunge ad una preziosa conclusione: il rapporto di coppia deve essere paragonato ad un giardino che cresce rigoglioso quando viene annaffiato regolarmente. «Questo giardino ha bisogno di cure particolari a seconda della stagione e del clima. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce. In modo analogo, per mantenere viva la magia dell’amore, è necessario comprenderne le stagioni e dedicare cure adeguate alle speciali necessità dell’amore stesso».

Eleonora La Rocca
26 settembre 2013

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