Ulisse, “ritorna” a farci sognare sul palcoscenico del Teatro Libero

Ulisse, “ritorna” a farci sognare sul palcoscenico del Teatro Libero

corradodeliaUlisse, il Ritorno”, in scena sul palcoscenico del Teatro Libero di Milano dallo scorso giovedì 27 giugno e fino al prossimo sabato 13 luglio, ha registrato finora il tutto esaurito, riscuotendo un notevole successo. L’Ulisse di Corrado d’Elia è la proiezione dell’eroe acheo su un uomo del nostro tempo, in un’epoca in cui ci si sente smarriti, dove le certezze sono ben poche; un Ulisse che si chiede che fine hanno fatto i grandi ideali, chi siamo e dove stiamo andando. È in questo clima filosofico ed esplorativo che gli spettatori restano colpiti dagli omaggi ai grandi del teatro, del cinema e della poesia, cui si assiste durante il toccante brindisi di due amici ritrovati.
Uno spettacolo che parla delle emozioni del cuore, dei valori eterni e che vuole denunciare l’oggi e rappresentare l’eterno gioco della vita, lasciandoci con un finale magico che ci immerge in un’atmosfera sognante. È la riflessione sulla vita, che parte dal testo di Omero e va sul contemporaneo, sul nostro rapporto con la vita, le persone, le abitudini, le necessità, i sentimenti e i luoghi, ma anche e soprattutto sulla necessità di “tornare a casa”, a quello che più ci appartiene. Dunque, il tema del Viaggio, del ritorno a casa, del νόστος, non è altro che la rappresentazione della ricerca di noi stessi e del senso stesso del nostro viaggiare, del passeggiare per il cammino a cui siamo stati destinati. E incontreremo luoghi e popoli dai nomi strani, divinità litigiose e condottieri valorosi, alimentando quel rapporto ancestrale con il raccontare, quel desiderio di rielaborare la realtà in forma di racconto (mythos) che per un attore è un istinto fondamentale. Come dimenticare che dalla parola greca νόστος nasca una delle più belle parole della nostra lingua, nostalgia, quell’inquietudine nella ricerca di un punto di approdo, di un arrivo ad un porto tranquillo che accolga e mitighi i tormenti e le inquietudini che ci porta la vita.
Lo spettacolo è l’affermazione che tutti noi abbiamo così bisogno di Umanità. Soprattutto in un tempo come il nostro, al centro di uno scontro acceso tra la cultura e chi la vuole negare. L’incontro di Ulisse con il ciclope Polifemo, non racconta forse proprio quello scontro atavico, primigenio, ancestrale fra l’Umanità, la pietas appunto di Ulisse, il molto ingegnoso πολυμη- τις (polümetis)  e il Mostro, Polifemo, la forza bruta, colui che parla perché ha una bocca, Πολυϕημος (Polüfemòs – colui che dice tutto). Uno scontro più che mai attuale. Così facendo Ciclopi, Sirene, Feaci, la maga Circe, i Proci, diventeranno spunto per addentrarci con piacere non solo nella lingua e nella poesia omerica, ma anche in una riflessione concreta e appassionante sull’oggi, sul nostro tempo e sul futuro che ci aspetta.

Sonia Carrera
9 luglio 2013

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