Lino Volpe racconta la sua Napoli all’Orto Botanico con “Vico tutti i santi”

Lino Volpe racconta la sua Napoli all’Orto Botanico con “Vico tutti i santi”

Lino VolpeRacconto di una città lontana negli anni, amarcord di una Napoli ormai smarrita nei ricordi di chi ha vissuto gli anni del disagio, della fame, della guerra. Lino Volpe, di ritorno da una fortunata stagione in giro per l’italia,  nella suggestiva cornice dell’Orto Botanico di Napoli (in occasione della rassegna Orto Volante, organizzata dall’associazione Città Mediterranee) ha raccontato la sua città, attraverso la musica, ed i racconti  che hanno caratterizzato la sua vita, storie a volte fedeli ad una realtà ormai lontana, ed a volte pura leggenda, ricamata ad arte, per dare colore ad episodi altrimenti usuali. “Vico tutti i santi”, titolo dello spettacolo,  è una piccola fetta del quartiere San Lorenzo, porzione di Napoli a metà tra centro storico ed immediata periferia, ed è anche il luogo in cui il protagonista trascorre la sua infanzia ed adolescenza, e dal quale riceve immagini, sensazioni, insegnamenti, che segneranno per sempre la sua esistenza. Anomala ma assolutamente geniale ed efficace la struttura  dello spettacolo, caratterizzato da una continua alternanza di personaggi, raccontati, e più volte interpretati dallo stesso Volpe, il tutto intervallato dalle interpretazione di brani della tradizione classica partenopea. Esperienza intensa e forse ai limiti della malinconia, interrotta a tratti dai rumori di una città che non dorme mai, che si tratti di aerei in volo verso il vicino aeroporto di Capodichino, oppure degli ormai immancabili fuochi d’artificio, appuntamento fisso in ogni serata partenopea, talmente puntuale da renderne spesso incomprensibile il motivo. Lino Volpe, regala al suo pubblico, una cartolina sbiadita, ma forte di un’anima, che difficilmente perderà la sua essenza, testimone di giorni custoditi dagli occhi e dalla mente di chi ne è stato protagonista. A rompere l’incantesimo,  camuffandosi da destino insensibile, la pioggia, che seppur a piccole dosi, ha decretato la conclusione anticipata dell’evento, lasciando al pubblico, l’amaro sapore di una fine ancora da conoscere, di un domani, che sembra dover arrivare mai, di un futuro, per questa magnifica città, che pare debba essere mai scritto.

Paolo Marsico
30 giugno 2013

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