Antichi Maestri il paradosso dell’arte, la potenza dell’amore

Antichi Maestri il paradosso dell’arte, la potenza dell’amore
Antichi Maestri 1 - Lombardi e DAmico _foto Luca Manfrini(1)_opt

Dal 18 al 23 maggio 2021, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi portano in scena Antichi Maestri tra gli ultimi scritti di Thomas Bernhard.

C’è in questa opera una sorta di devozione all’odio manifesto e corrosivo  per l’Austria, gli austriaci, l’infanzia, la famiglia, i compleanni, la solitudine, la mediocrità, i sabati, le passeggiate, la natura, il kitch, l’arte, la musica, la letteratura. Insomma, una nausea cosmica per la vita.

Al punto tale da far sorridere. Viene infatti da pensare che il sottotitolo “Commedia” che Bernhard appone a Antichi Maestri, sia la lente attraverso la quale leggere questo romanzo che si rivela infatti alla fine, altro da una confessione di odio.

La drammaturgia di Fabrizio Sinisi e la regia di Federico Tiezzi sembrano passare dalla stessa visto che trasformano un testo difficile in uno spettacolo molto godibile nonostante la profonda complessità. Anche la recitazione di Sandro Lombardi, un credibile e sdegnoso Reger, è sempre a cavallo tra la drammaticità della esistenza e il cotè commedia.

L’intera pièce si svolge al Kunsthistorisches Museum di Vienna, e più precisamente nella Sala Bordone. È qui che incontriamo sulla scena di Gregorio Zurlail, Reger, Sandro Lombardi.

É un musicologo di fama internazionale, sconosciuto però agli austriaci. Da più di trent’anni, a giorni alterni, viene al museo per soffermarsi davanti al “Ritratto di uomo dalla barba bianca” di Tintoretto.

La sua ossessiva contemplazione dell’opera è finalizzata a trovare l’errore, l’imperfezione, perchè ci dice Reger, “ Il tutto e il perfetto sono insopportabili”. L’errore manifesto invece, dimostra in modo inequivocabile il fallimento dell’artista.

Reger infatti, che ha perso da diversi mesi la moglie tanto amata, “sana, come nessun essere umano lo è” si ostina a smontare, in continue elucubrazioni spesso riportate da Atzbacher, la perfezione dell’arte.

Mentre lui osserva Tintoretto, Atzbacher che è la principale voce narrante, guarda Reger; Irrsigler, il custode del museo intanto, guarda i due e il vecchio di Tintoretto guarda tutti senza vedere nessuno. In queste traiettorie di sguardi che non si incrociano, amplificate dalle luci di Gianni Pollini, nella tendenza al soliloquio di Reger, nei pensieri di Reger riportati da Atzbacher mentre Irrsigler sembra faccia flessioni al muro, c’è un qualcosa che muove al riso e che ci spinge a guardare singoli frammenti della scena.

Antichi Maestri il paradosso dell’arte, la potenza dell’amore

Sono i frammenti, ci dice Reger a darci il piacere più grande perchè la perfezione di tutto ciò che è compiuto è orribile da tollerare. Le sue riflessioni estetiche sull’arte grande e sublime, sembrano nascondere un grido desolato: l’arte, la musica che pure avevano tenuto in vita la sua triste e depressa esistenza prima che incontrasse l’amore della sua donna, davanti al mistero della vita e della morte, sono stampelle inutili, illusorie. Solo l’amore può scaldare l’esistenza e dare senso al non-senso della vita.

Come un fedele tradito nella sua fede impreca contro il suo Dio ingiusto, così Reger impreca contro l’illusione della perfeziona salvifica dell’arte davanti all’insensatezza della vita.

Eppure, davanti alla necessità di sopravvivere in una vita sguaiata e casuale, l’arte torna come balsamo, come una preghiera laica di vitale importanza, un piacere di una perversa follia.

Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 18 al 23 maggio 2021

Antichi Maestri

dal romanzo Alte Meister di Thomas Bernhard

traduzione di Anna Ruchat

drammaturgia di Fabrizio Sinisi

regia di Federico Tiezzi

scene e costumi di Gregorio Zurla

luci di Gianni Pollini

con Sandro Lombardi (Reger), Martino D’Amico (Atzbacher), Alessandro Burzotta (Irrsigler)

produzione Compagnia Lombardi – Tiezzi / Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia

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