Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte: poetica della diversità

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte: poetica della diversità

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, in scena dal 4 al 16 maggio 2021 al Teatro Elfo Puccini di Milano, è stato il primo spettacolo che siamo tornati a vedere dopo la chiusura forzata dei teatri. E ci ha regalato tutta l’emozione del teatro, grazie ai tanti bravissimi attori in scena ed a registri narrativi diversi; cui si aggiunge il piacere per la libertà dello sguardo, non più costretto a seguire come negli spettacoli in streaming, l’occhio delle telecamere.

Esso si è potuto muovere liberamente sul bel palco, spostandosi ovunque, sulle gambe dei bravissimi attori, sui pochi oggetti di scena, sui bei disegni animati di Ferdinando Bruni, che sembrano uscire dalla fantasia del protagonista.

Che è Christopher Boone, quindici anni, tre mesi e due giorni, patito di matematica, delle liste e della teoria della relatività. Quando però scopre che è stato ucciso Wellington, il grande cane della vicina, decide di cercare l’assassino. E per lui, che non si è mai avventurato oltre il giardino di casa sua, può essere davvero un problema.

Infatti ha paura degli estranei. Le persone lo mandano in confusione perchè in primo luogo parlano a vanvera, per esempio dicono stai zitto ma non per quanto tempo; e poi perchè usano metafore che lo costringono a grossi sforzi immaginativi. Come quello di immaginarsi un pennello in una calza nell’espressione “calzare a pennello”, o uno scheletro in un armadio.

Aggiungete che non sopporta il colore giallo, né quello marrone e nemmeno di essere toccato. Ma ama la verità e decide di cercarla anche se il padre glielo ha proibito. E tra una risata e tanto movimento di scena, una poetica delicata ma mai compassionevole, seguiamo Christofer, un credibilissimo Daniele Fedeli, in un suo grande viaggio di iniziazione.

Al termine del quale, il delicato equilibrio del suo mondo andrà in frantumi ma lui riuscirà a superare i suoi limiti. Conservando la delicatezza del suo animo, la positività del suo sguardo sulla vita e la voglia di ordine ed armonia.

La regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani si muove leggera nell’adattamento teatrale di Simon Stephens del romanzo omonimo di Mark Haddon. Il testo non parla esplicitamente di autismo, ma piuttosto della diffidenza e difficoltà della gente a confrontarsi col diverso. A cominciare dai genitori. La scena di Andrea Taddei è mobile: viene scomposta e ricomposta dai bravissimi attori spesso in movimento sul palco.

 

Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano – Mart/sab 19:15, dom 16:00 – Durata: 120 minuti – Prezzi: intero € 33 / rid. giovani e anziani €17,50 / online da € 16,50- Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – [email protected]

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

di Simon Stephens dal romanzo di Mark Haddon

traduzione di Emanuele Aldrovandi

regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani

scene Andrea Taddei, costumi e disegni Ferdinando Bruni

maschere Saverio Assumma, video Francesco Frongia

musiche originali Teho Teardo

movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini

luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli

con Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Ginestra Paladino, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Daniele Fedeli, Davide Lorino, Marco Bonadei, Alessandro Mor

coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino

questo spettacolo è presentato per gentile concessione della Warners Bros. Entertainment

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