Voce libera: l’eredità di Paolo Grassi, oggi

Voce libera: l’eredità di Paolo Grassi, oggi

La Fondazione Paolo Grassi con il sostegno di Fondazione Cariplo, presenta martedi 23 febbraio 2021, a un anno esatto dalla chiusura dei teatri milanesi, il primo di un ciclo di dieci incontri, dedicato all’eredità di Paolo Grassi: Voce Libera, l’eredità di Paolo Grassi, oggi.

La Diretta Facebook è sulla pagina della Fondazione Paolo Grassi  e prende vita nel chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano.

Vi parteciperanno: Claudia Cannella, direttrice Hystrio e critica teatrale, Oliviero Ponte di Pino, fondatore Ateatro, conduttore Piazza Verdi Radio3, Maria Cristina Spigaglia, “Libreria dello Spettacolo”, Ermanno Tritto, ex libraio ed esperto di editoria, Mattia Visani, editore Cue Press. Il moderatore della serata sarà Alberto Oliva, regista teatrale e giornalista. Claudio Longhi, direttore Piccolo Teatro di Milano, aprirà il dibattito che ha ad oggetto “L’editoria per il Teatro”.

Sarà anche un momento per ripercorre l’inizio della carriera di Paolo Grassi nei cupi anni della guerra e dell’immediato dopoguerra, quando è già impegnato nella scoperta e nella tutela del patrimonio drammaturgico italiano e straniero. La stagione del Paolo Grassi editore e direttore di collane dedicate al teatro è invece una fase poco nota ma fondamentale, dell’operatore culturale più visionario che l’Italia abbia conosciuto.

Come Jean Vilar nella Francia ancora in guerra o del primo dopoguerra infatti, Grassi fa una profonda riflessione politica e sociale sul teatro in una società, quella del dopoguerra che si stava riorganizzando trasformandosi. Ha infatti l’ideale ambizioso di rendere il teatro “sociale”. Per lui non deve essere uno spazio estetico per pochi conoscitori o di intrattenimento privo di obiettivi, ma inserito all’interno di un programma culturale e civico dello Stato. Una sorta di lievito, che fa crescere la coscienza civica di uomini immersi nella realtà concreta. Teatro come servizio pubblico, non “lasciato alla spontaneità delle sue vicende, incoraggiato genericamente a sopravvivere, ma non aiutato a trovare la sua configurazione”.

Il progetto, fortemente voluto dalla figlia di Paolo, Francesca, vuole riflettere sul futuro non solo del teatro, terreno fertile nel quale esprimersi e crescere culturalmente, ma di tutte le istituzioni culturali e sociali, come la radio, il cinema, la televisione, le case editrici, i new media, nelle quali Paolo Grassi si è affermato rinnovando e sperimentando coraggiosamente tra gli anni quaranta e il 1981, anno della sua prematura scomparsa.

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